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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!
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7 marzo 2017

La leggenda della mimosa









C’era una volta, nel tempo in cui uomini di mare affrontavano l’ignoto per spirito di avventura e di conoscenza, un popolo forte e coraggioso la cui caratteristica peculiare era il colore dei capelli .


Esso, a differenza di quello degli abitanti delle altre isole vicine, era del colore del sole.

Specialmente le donne, forti e bellissime, erano orgogliose di quelle nuvole d’oro che pettinavano per lungo tempo al giorno, inventando elaborate acconciature con trecce e nastri.


Ma i tempi erano difficili e, spesso, proprio mentre gli uomini del villaggio erano in mare per la pesca e per i loro commerci, l’isola di Rainhor veniva invasa e depredata dalle tribù nemiche.

E molto ambite erano le giovani donne dell’isola.


In uno di quei tristi giorni anche la dolce e bellissima Mihm, figlia del capo villaggio, cadde nella trappola tesale da un re nemico e venne rapita, insieme ad altre compagne, per far parte delle sue schiave.

Il fitto dedalo di scogli dell'arcipelago e l'ostilità dei luoghi, fornivano a quei malvagi un nascondiglio perfetto di cui, difficilmente, i loro soccorritori delle ragazze avrebbero potuto aver ragione .


La grotta dove erano state rinchiuse in attesa del loro triste destino, era accessibile solo dal mare, allorchè l’alta marea sommergeva la cavità d’ingresso, ben celata dagli arbusti che crescevano fin sopra gli scogli.

Aveva un unico condotto d’aria, che aprendosi sulla volta della grotta, sbucava sulla sommità di una collinetta brulla a picco sugli scogli.

Tutto intorno il mare con il continuo soffiare del vento e il rincorrersi di gabbiani gracchianti.


La giovane Mimh, forte nella sua agilità, era ben decisa a non arrendersi al suo triste destino e, incurante del pericolo, decise che avrebbe dovuto fare qualcosa per salvare se stessa e le sue compagne.

Fu così che chiese alle compagne di essere issata sulle loro spalle per potersi infilare nello stretto cunicolo e cercare aiuto dall’alto della collina; era infatti certa che i loro parenti, e soprattutto il suo promesso sposo, stessero cercando il nascondiglio per liberarle.


Con grande sforzo la ragazza riuscì a raggiungere l’apertura collegata all’esterno e con abilità e determinazione si infilò fra le rocce , incurante dei graffi che la roccia le procurava nel tentativo di raggiungere l’esterno.

L’ultimo tratto era anche il più stretto.

Il tempo sembrava non passare mai e Mimh sentiva già venir meno la sua resistenza quando, con un ultimo sovrumano sforzo, riuscì a sporgere la testa dalla cavità.



Da lontano vide le veloci barche della sua gente ma la sua testa affiorante dalla collinetta non poteva essere notata da così lontano!


Allora, consapevole della sua fine ormai prossima, si sciolse le trecce e i suoi lunghi capelli biondi cominciarono a muoversi nel vento come una bandiera.


Era il segno, l’indicazione che gli uomini stavano ardentemente cercando.


La fine della storia – racconta la leggenda – non fu lieta.

Le compagne di Mimh furono liberate, ma la coraggiosa ragazza morì soffocata dal suo stesso ardimento e quello stretto cunicolo divenne la sua stessa tomba.

Quando il suo promesso sposo si recò sulla collina per onorare il corpo della sua sfortunata sposa con una degna sepoltura, trovò al posto di Mihm una pianta dalle radici profonde e fortissime, e una grande chioma di fiori d’oro che si muovono al vento…..


Era la mimosa.







23 dicembre 2015

Natale 2015











La stella di Natale è la pianta ornamentale più amata in tutto il mondo...

Ma non tutti sanno che dietro a questa splendida pianta dalle foglie di colore rosso acceso, che cambia tonalità secondo la varietà, si nasconde un passato ricco di storia e di leggende.


Le prime tracce della stella di Natale risalgono all’epoca degli Aztechi, in Messico, una delle grandi civiltà precolombiane, tra il Quattordicesimo e il Sedicesimo secolo.


Secondo la leggenda, la pianta nacque da una storia d’amore finita male…
le gocce di sangue scaturite dal cuore infranto di una dea azteca, appena caddero a terra, si trasformarono in un cespuglio dalle caratteristiche foglie rosse.


Proprio da queste foglie colorate della pianta, che riusciva a crescere selvatica in un clima subtropicale e su un terreno molto arido, gli Aztechi estraevano il pigmento rosso e lo usavano per colorare i tessuti e per preparare i cosmetici, mentre la linfa lattiginosa era lavorata per produrre un preparato medicamentoso antifebbrile.


A darle il nome “stella di Natale” furono i missionari spagnoli.

A quei religiosi, la sua forma così rigogliosa, nel periodo prenatalizio, ricordò quella di una stella…
le foglie ramificate richiamavano infatti la stella di Betlemme, la famosa cometa che guidò i Re Magi, da molto lontano, a fare visita a Gesù pochi giorni dopo la sua nascita.


E pure in questo caso la storia si intreccia con la leggenda.

Si narra che una vigilia di Natale, in Messico, una bambina di nome Lola si fosse fermata a pregare in una chiesa…


“Ti prego, Gesù, aiutami tu. Proteggimi sempre, anche se sono troppo povera e non ho nulla da donarti, nemmeno un fiore”,
implorò la bambina.

A quel punto si narra che apparve il suo angelo custode…
“Lola”, le sussurrò l’angelo
raccogli le erbe selvatiche che trovi al bordo della strada e portale davanti al presepe”.


La piccola obbedì… raccolse le erbe selvatiche e le mise in un vaso tra i fiori che gli abitanti del villaggio avevano messo davanti al presepe…
pochi secondi dopo, quelle erbe selvatiche e insignificanti si trasformarono in bellissimi fiori di colore rosso fuoco.


E con queste chicche
lascio a tutti voi
un grande e sincero augurio
di Buon Natale!!!






13 febbraio 2015

San Valentino 2015











Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus.

I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.


Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso.

L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.


Determinati a metter fine a questa primordiale vecchia pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati” per sostituire il deleterio Lupercus.

Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. 


A Roma, nel 270 D. C. il vescovo Valentino di Interamna, (oggi è la città di Terni), amico dei giovani amanti, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo ad interrompere questa strana iniziativa e di convertirsi nuovamente al paganesimo. 


San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo.

Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu lapidato e poi decapitato.


La storia inoltre sostiene che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione, sia "caduto" nell'amore con la figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla e che, in seguito, le avesse firmato il seguente messaggio d'addio: 
"dal vostro Valentino" 


una frase che visse lungamente anche dopo la morte del suo autore.



E dopo questa leggenda 
auguro a tutti gli innamorati un 
Buon San Valentino








3 giugno 2014

La creazione









In un tempo molto, molto lontano, un tempo così antico che anche le rocce più vecchie non ne conservano traccia, il Creatore di tutte le cose convocò presso di sé le diverse categorie di spiriti che aveva deciso di destinare alla Terra.


Ad ognuna chiese di formulare il più grande dei suoi desideri, al fine di procedere ad un’equa ripartizione delle specie.

Un buon miliardo di stelle nacquero e morirono mentre i diversi clan ponderavano con cura la delicata questione.



Infine ciascuno espresse la propria aspirazione dando libero sfogo ad ambizioni e sogni.

“Vogliamo l’onnipresenza e l’invisibilità” dissero i primi.


Nacquero così batteri, virus e microbi.




“Noi desideriamo la fortuna!”

E presero forma le ostriche perlifere.



“Noi vogliamo soggiogare il mondo”.

Il Creatore allora generò i vermi e tutta la brulicante popolazione sotterranea alle quale le altre specie, inesorabilmente,avrebbero finito per il consegnare le proprie spoglie.




“Noi chiediamo soltanto la virtù della pazienza.”

E vide la luce il ragno.


Taluni vollero l’eloquenza e furono trasformati in pappagalli.


Altri, l’alta finanza, e il Creatore, riempì gli oceani di pescecani.


Altri ancora avevano una fortissima inclinazione alla convivenza sociale, lo pregarono di accordare loro la perfetta uguaglianza.

Furono pecore.



Certuni chiesero il talento di misurare con precisione vaste distese e ampi territori.

Il Creatore li fece cammelli le cui gobbe non sono altro che l’emblema del loro innato bernoccolo per le scienze esatte che permette loro di attraversare gli immensi deserti terrestri senza mai smarrirsi.




Altre richieste erano venate di poesia.

“Desideriamo diffondere la voce del vento ed imparare l’alfabeto dei fiori.”

E le farfalle colorarono i cieli.



“Noi saremo gli eterni amanti della Luna, a lei soltanto intoneremo i nostri canti sconsolati.”

Il Creatore generò i lupi.




Taluni spiriti originali e senza dubbio un po’ pazzi affermarono:

“Noi vogliamo essere ammirati da tutti.”


Dio creò i pavoni.



Alcuni spiriti particolarmente rumorosi e inquieti si alzarono in piedi per pretendere con tono altezzoso un quoziente intellettuale eccezionalmente brillante e superiore agli altri.


Malgrado l’arroganza di una simile richiesta, il Creatore si strofinò il suo unico immenso occhio e creò gli uomini.




Rimaneva, un po’ in disparte, un piccolo clan di spiriti, stranamente silenziosi che osservavano la scena con un certo divertimento.

“E voi,che cosa desiderate? Parlate senza timore.”


La risposta giunse tra un mormorio soffuso.

“La saggezza, o nostro Signore.”


Fu così che apparvero i… gatti!”





11 maggio 2014

Festa della mamma 2014











Oltre ad essere antichissime le origini esistono molte versioni delle leggende che raccontano la nascita della Festa della Mamma e tutte sono molto diverse tra loro.


Dobbiamo risalire alle prime popolazioni politeiste celebravano il culto della Madre Terra e le divinità femminili legate al risveglio della natura in primavera cioè coloro che raffiguravano la fertilità e la vita.


Per i Greci, la madre terra e la generatrice di tutti gli dei, era Rea e la sua figura veniva celebrata una volta all'anno.


Per i romani invece la Madre Terra era Cibele, la madre di tutte le madri.


La vera Festa della Mamma che conosciamo bene però si è concretizzata in Inghilterra intorno il '700.

In Italia invece, tale tradizione fu portata nel 1957 da Don Otello Migliosi.


Comunque dopo aver interrogato la parte legata alla origini e la storia, possiamo anche pensare di celebrare la mamma facendole un bel regalo per ringraziare la donna che ci ha dato la vita...


Grazie mia dolce Mammina 
tanti augurissimi!!!



Ovviamente tanti cari auguri 
a tutte le Mamme del mondo!!!



18 marzo 2014

Leggenda della Primula









Quell’anno la Primavera sembrava non dover più arrivare… gli animali del bosco la attendevano con impazienza, l'inverno era stato molto freddo e tutti, dalla lepre, allo scoiattolo, agli uccelli non vedevano l'ora che se ne andasse, lasciando il posto al primo tiepido sole che potesse scaldar loro le pellicce e le piume. 


Ma l'Inverno, ormai vecchio e un po' sordo, non voleva proprio levare il disturbo, tanto che tutti gli animali iniziarono a dirgli: 
"Insomma, vuoi andartene si o no ?"

 "Non è ora che lasci arrivare la Primavera?".

Insomma, tanto fecero e tanto dissero che l'Inverno si arrabbiò davvero e disse tra se e se :

 "Ah si eh ? volete mandarmi via... ma io ve la farò pagare"; chiamò i suoi due fidi alleati, il gelo e la tempesta e disse loro : 
"Nascondetevi dietro quel cespuglio e quando vedrete arrivare la Primavera spingetela in quella grotta; io penserò al resto".


Quando la Primavera, puntuale come ogni anno, fece capolino al limitare del bosco, la tempesta saltò fuori dal cespuglio dietro il quale era nascosta e soffiando un vento gelido la spinse fin verso la grotta dove il gelo costruì una barriera di ghiaccio per non lasciarla uscire.



La lepre aveva assistito a tutta la scena e corse subito dagli altri animali del bosco per chiedere che cosa fare; ma nessuno sapeva come liberare la Primavera rinchiusa nella grotta.

"Andiamo a chiedere consiglio al Sole" disse il pettirosso, che sapeva che il Sole era amico della Primavera.




"E' una brutta situazione " - disse il Sole - "ma io so come aiutarvi"; accompagnato da un corteo di candide nuvolette si avvicinò ad un ruscello vicino alla grotta e, al suo passaggio spuntarono dei piccoli fiori, le primule.

"Prendete una di queste primule" - disse il Sole - "e andate subito alla grotta; sono fiori magici, ed il ghiaccio si scioglierà".



La lepre, senza farselo dire due volte, strappò una primula con i suoi denti aguzzi e corse alla grotta, dove i tre compari si erano addormentati dopo aver festeggiato la cattura della Primavera, e, come aveva detto il Sole, il ghiaccio si sciolse, lasciandola finalmente uscire.


L'Inverno si svegliò al rumore della gran festa che stavano facendo gli animali del bosco e, accompagnato dalle risate e dagli scherzi, dovette scappare con il Gelo e la Tempesta, su al Polo Nord.



E da quell’anno, il 21 di marzo, la comparsa della prima primula apre la porta 
alla Primavera!





(dal web)




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Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
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E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
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La stessa passione che dà
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ad ogni volta che ti dico
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