Due famosi personaggi usciti dalla penna di
Giovanni Guareschi...
Don Camillo e Peppone.

E divenuti magia del cinema italiano degli anni 50/60, che con le loro vicende svoltesi nel piccolo paese in riva del po, Brescello nella provincia di Reggio Emilia, raccontano ideali contrapposti ma al contempo da un codice di valori condiviso che nel momento del bisogno li spingeva ad offrirsi aiuto reciproco.

Don Camillo interpretato da Fernandel, un parroco di campagna sanguigno in cui "esplodono" quotidianamente l’energia, il buon cuore, una fede semplice e viva, l’ironia e la saggezza che nascono dalla coscienza della forza, dei limiti e dei pregi propri e del "mondo piccolo" che circonda il sacerdote.

Peppone l’amico-nemico-compagno di sempre, gran lavoratore e padre di famiglia, guidato dalla passione politica e dal cuore, abituato a "masticare amaro" per le trovate di Don Camillo e lesto comunque nel contraccambiarle.

Caricature di un periodo storico difficilissimo e poverissimo come quello del dopoguerra italiano, in cui la passionalità che caratterizzava questa terra di origini contadine era la molla che spingeva a cambiare ed a ricercare strategie che fossero per tutti possibilità di riscatto.

Le radici cristiane comuni dei due amici-nemici diventano, davanti ai grandi problemi della vita, l’unità di misura alla quale nemmeno il comunista Peppone si sente di rinunciare.

Parte della nostra storia è raccontata in novelle che sono state magistralmente riprodotte...

Ma ora guardiamoci questa interpretazione di due indimenticabili attori...









