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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!
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23 dicembre 2014

Natale 2014










La premessa è che la slitta di Babbo Natale viene trainata da otto renne… 
lo sapevate???

Non ho la più pallida idea del perché… 
comunque sentite cosa accadde lo scorso anno!!!


Il Natale si stava avvicinando a grandi passi… 
il mondo cominciava a coprirsi di luci… 
suoni…  
colori… 
l´atmosfera era quella di un momento di magia... 
e Babbo Natale era già in agitazione… 
carico di regali per i bimbi di tutto il mondo… 
i preparava a partire… 
quando gli accadde un bel guaio.


Scheggia… Fulmine… Furia e Ardore… 
quattro delle sue fedelissime... 
ma ormai vecchie renne... 
dopo ben cento anni di onorato servizio decisero di andare in pensione... 
non se la sentivano più di affrontare tante fatiche...

Che fare?

100 anni di lavoro erano veramente molti e il Buon Vecchio non poteva rifiutare quella richiesta…


Subito si mise al lavoro, preparò un grandissimo cartello con queste parole: 
"Cercasi renne, stipendio ottimo, disponibilità immediata..." 
e lo appese sulla porta di casa.

Ma passavano i giorni e non si presentava nessuno.

Babbo Natale era molto preoccupato, telefonava in continuazione, mandava e-mail in tutto il mondo e fax negli angoli più sperduti del cielo ...


Finalmente si presentarono quattro dolcissime renne… una giovane coppia di sposi con due piccoli maschietti renna dagli occhi languidi e sognanti; erano disoccupati, venivano da molto lontano, cercavano una casa ed avevano bisogno di lavorare.


Questa tenera famigliola piacque subito a Babbo Natale che accolse con gioia papà, mamma ed i piccoli... 
ma come in tutte le storie c'era un MA… 
i piccoli sarebbero stati capaci di trainare con forza la pesante slitta carica di regali?

 photo ch2602.gif


Allora mamma renna ebbe un´idea geniale…
comprò otto pattini e li infilò alle zampe dei suoi piccoli Lampo e Notte e fu un successone!!!!

La batteria di renne si ricompose immediatamente, Lampo e Notte, aiutati dai loro pattini non sentivano la fatica e volavano come razzi superando ogni ostacolo…



e così, come sempre... 
Babbo Natale fu puntuale nel consegnare un sacco di doni a tutti i bambini…

E con questa tenera favoletta


auguro a voi e vostri familiari 
un felice Natale




3 giugno 2014

La creazione









In un tempo molto, molto lontano, un tempo così antico che anche le rocce più vecchie non ne conservano traccia, il Creatore di tutte le cose convocò presso di sé le diverse categorie di spiriti che aveva deciso di destinare alla Terra.


Ad ognuna chiese di formulare il più grande dei suoi desideri, al fine di procedere ad un’equa ripartizione delle specie.

Un buon miliardo di stelle nacquero e morirono mentre i diversi clan ponderavano con cura la delicata questione.



Infine ciascuno espresse la propria aspirazione dando libero sfogo ad ambizioni e sogni.

“Vogliamo l’onnipresenza e l’invisibilità” dissero i primi.


Nacquero così batteri, virus e microbi.




“Noi desideriamo la fortuna!”

E presero forma le ostriche perlifere.



“Noi vogliamo soggiogare il mondo”.

Il Creatore allora generò i vermi e tutta la brulicante popolazione sotterranea alle quale le altre specie, inesorabilmente,avrebbero finito per il consegnare le proprie spoglie.




“Noi chiediamo soltanto la virtù della pazienza.”

E vide la luce il ragno.


Taluni vollero l’eloquenza e furono trasformati in pappagalli.


Altri, l’alta finanza, e il Creatore, riempì gli oceani di pescecani.


Altri ancora avevano una fortissima inclinazione alla convivenza sociale, lo pregarono di accordare loro la perfetta uguaglianza.

Furono pecore.



Certuni chiesero il talento di misurare con precisione vaste distese e ampi territori.

Il Creatore li fece cammelli le cui gobbe non sono altro che l’emblema del loro innato bernoccolo per le scienze esatte che permette loro di attraversare gli immensi deserti terrestri senza mai smarrirsi.




Altre richieste erano venate di poesia.

“Desideriamo diffondere la voce del vento ed imparare l’alfabeto dei fiori.”

E le farfalle colorarono i cieli.



“Noi saremo gli eterni amanti della Luna, a lei soltanto intoneremo i nostri canti sconsolati.”

Il Creatore generò i lupi.




Taluni spiriti originali e senza dubbio un po’ pazzi affermarono:

“Noi vogliamo essere ammirati da tutti.”


Dio creò i pavoni.



Alcuni spiriti particolarmente rumorosi e inquieti si alzarono in piedi per pretendere con tono altezzoso un quoziente intellettuale eccezionalmente brillante e superiore agli altri.


Malgrado l’arroganza di una simile richiesta, il Creatore si strofinò il suo unico immenso occhio e creò gli uomini.




Rimaneva, un po’ in disparte, un piccolo clan di spiriti, stranamente silenziosi che osservavano la scena con un certo divertimento.

“E voi,che cosa desiderate? Parlate senza timore.”


La risposta giunse tra un mormorio soffuso.

“La saggezza, o nostro Signore.”


Fu così che apparvero i… gatti!”





18 marzo 2014

Leggenda della Primula









Quell’anno la Primavera sembrava non dover più arrivare… gli animali del bosco la attendevano con impazienza, l'inverno era stato molto freddo e tutti, dalla lepre, allo scoiattolo, agli uccelli non vedevano l'ora che se ne andasse, lasciando il posto al primo tiepido sole che potesse scaldar loro le pellicce e le piume. 


Ma l'Inverno, ormai vecchio e un po' sordo, non voleva proprio levare il disturbo, tanto che tutti gli animali iniziarono a dirgli: 
"Insomma, vuoi andartene si o no ?"

 "Non è ora che lasci arrivare la Primavera?".

Insomma, tanto fecero e tanto dissero che l'Inverno si arrabbiò davvero e disse tra se e se :

 "Ah si eh ? volete mandarmi via... ma io ve la farò pagare"; chiamò i suoi due fidi alleati, il gelo e la tempesta e disse loro : 
"Nascondetevi dietro quel cespuglio e quando vedrete arrivare la Primavera spingetela in quella grotta; io penserò al resto".


Quando la Primavera, puntuale come ogni anno, fece capolino al limitare del bosco, la tempesta saltò fuori dal cespuglio dietro il quale era nascosta e soffiando un vento gelido la spinse fin verso la grotta dove il gelo costruì una barriera di ghiaccio per non lasciarla uscire.



La lepre aveva assistito a tutta la scena e corse subito dagli altri animali del bosco per chiedere che cosa fare; ma nessuno sapeva come liberare la Primavera rinchiusa nella grotta.

"Andiamo a chiedere consiglio al Sole" disse il pettirosso, che sapeva che il Sole era amico della Primavera.




"E' una brutta situazione " - disse il Sole - "ma io so come aiutarvi"; accompagnato da un corteo di candide nuvolette si avvicinò ad un ruscello vicino alla grotta e, al suo passaggio spuntarono dei piccoli fiori, le primule.

"Prendete una di queste primule" - disse il Sole - "e andate subito alla grotta; sono fiori magici, ed il ghiaccio si scioglierà".



La lepre, senza farselo dire due volte, strappò una primula con i suoi denti aguzzi e corse alla grotta, dove i tre compari si erano addormentati dopo aver festeggiato la cattura della Primavera, e, come aveva detto il Sole, il ghiaccio si sciolse, lasciandola finalmente uscire.


L'Inverno si svegliò al rumore della gran festa che stavano facendo gli animali del bosco e, accompagnato dalle risate e dagli scherzi, dovette scappare con il Gelo e la Tempesta, su al Polo Nord.



E da quell’anno, il 21 di marzo, la comparsa della prima primula apre la porta 
alla Primavera!





(dal web)




27 gennaio 2014

Le stelle e la cometa









«Nessuno guarda più in alto, nessuno si occupa più di noi», diceva una stella.

«Una volta facevamo sognare gli innamorati e i poeti...», disse un'altra.

«E gli uomini erano nostri amici» , aggiungeva malinconica un'altra.

«Guardavano le stelle per orientarsi nei loro viaggi sulla terra e per mare».

«Tutta colpa delle luci artificiali », disse una stella cadente. 



Una cometa che passava di là tese l'orecchio e scosse la bella chioma luminosa che lasciò cadere schegge di luce.

Rallentò la corsa: la conversazione sembrava interessante.

«Secondo me», disse con l'aria di chi è bene informata, «il problema non è soltanto delle luci artificiali».

«Ce n'è un altro e più grave».




Fece una pausa per dare importanza a ciò che diceva e suscitare maggiore curiosità.

Infatti, tutte le stelle esclamarono subito a una voce: «Quale problema?».

E l'eco siderale moltiplicò l'esclamazione da un capo all'altro della galassia: «Quale problema... blema... blema... ema... ema...». 



«Io viaggio molto», riprese la cometa, «Così, andando in giro per l'universo e con una coda così lunga, non è difficile sfiorare pianeti e altri corpi celesti».

«Qualche volta mi avvicino anche alla terra e la posso osservare da vicino».

Di nuovo la cometa fece una pausa per rendersi interessante, come fanno certi politici e tutti quelli che vogliono far colpo sull'uditorio. 




«Ebbene, cos'hai visto di particolare?» domandò una stella nana alquanto seccata.

«Sì, cos'hai visto?», dissero tutte in coro.

E l'eco ripeteva: «Cos'hai visto?... visto... isto...isto...»



«Ho visto una coltre fumogena che avvolge la terra».

«È lo smog».

«E questo, con le luci artificiali, impedisce agli uomini di guardare in alto».

Ci fu un silenzio generale.

Tutte le stelle erano perplesse: non conoscevano lo smog «Che cos'è lo smog?»

«E... viene da una galassia lontana?», chiese una super-nova.




«No, rispose la cometa».

«È un prodotto delle industrie degli uomini e dei loro viaggi terrestri e aerei».

«La terra sta diventando una enorme ciminiera».

«E gli uomini sanno benissimo che lo smog è dannoso alla loro salute e a quella dei loro figli, ma non fanno nulla per eliminarlo».




«Questione di soldi».

«Quelli laggiù», continuò la cometa, «non fanno che affannarsi a guadagnare soldi e a spenderli come forsennati».

«Ma non sono contenti, perché hanno dimenticato una cosa importante».




«Quale?», chiesero le stelle.

E l'eco ripeté ancora: «Quale?.. ale...ale....»



«Il segreto di essere felici con poco», rispose la cometa.

«E non fanno che arricchire, spesso a scapito di altri meno fortunati che, a causa della loro avidità, diventano sempre più poveri».

E sospirò scuotendo ancora la bella chioma luminosa che lasciò cadere altri frammenti di luce.



Ci fu un grande silenzio tra le stelle.

Poi, una di esse, concluse: «Secondo me, Iddio ha creato le stelle per rendere più belle le notti degli uomini». 




«Ma essi lo hanno dimenticato perché non guardano più il cielo».






(dal web)







6 dicembre 2011

Fiaba delle stelle










Vi era un tempo in cui la terra era popolata da tutti gli astri dell’universo.

Non esisteva il giorno e nemmeno la notte, c’erano pianeti, gnomi e fate, le stelle crescevano come fiori nei cieli immensi di quel mondo perduto.




Da qualche parte, tra i prati infiniti, qualche uomo viveva serenamente la propria esistenza priva di ogni infelicità.

Un unico sovrano regnava incontrastato sopra ogni cosa... lo chiamavano tutti “il re Blu” ed era un cielo.

Cieli ve ne erano tanti, ma solo lui era così grande da riuscire a coprire tutta la superficie della terra.




Blu amava rifugiarsi da solo nel punto più alto della terra, ma nonostante questo, qualcuno andava spesso a fargli visita.

Le rocce riuscivano a parlare con lui e le montagne più alte arrivavano addirittura a guardarlo negli occhi...

Erano amici, Blu e le montagne, tanto che un giorno, le soavi pietre d’eternità lo invitarono a scendere giù, a guardare da più vicino quello che era anche il suo mondo.




Il re dapprima oppose resistenza, ma loro lo presero per mano e lo trascinarono dolcemente più giù...

Blu rimase sorpreso nel vedere quante cose dall’alto non era mai riuscito a guardare...

Sopra i tavoli le persone tenevano vasi con mazzi di stelle, sotto i funghi alcuni gnomi giocavano nascondino, le fate lanciavano la loro polvere e dove essa si posava vi nasceva una stella...




Il re rimase affascinato da quelle piccole luci ma ecco che all’improvviso qualcosa di meraviglioso si alzò davanti ai propri occhi... era una fanciulla vestita di bianco, tra le mani teneva una manciata di quelle stelle che le illuminavano il viso come fosse una rara perla perduta in fondo al mare.

I dolci lineamenti di lei accarezzavano ogni cosa che sfioravano e Blu era ormai perso nella luce di quella ragazza con due laghi al posto degli occhi!!!




Nessuno sa quanto il re rimase a fissare quella ragazza con le stelle... forse minuti,forse giorni,forse anni... Luna era il suo nome e una nuvola la sua casa.

Ma ecco che un giorno Luna non arrivò da sola…accanto a lei qualcosa splendeva d’amore.




Sole le camminava accanto, da quando l’aveva incontrata era diventata la ragione per continuare a brillare...

Si, lui brillava per lei... e il suo amore, lo scriveva in tutti cieli e lo raccontava a tutti i mari e tutti sapevano, tutti dovevano sapere che loro erano legati per un tempo che oggi si chiamerebbe “eterno”.




Blu sentì un sentimento di rabbia sconosciuto uscire dal suo cuore... una saetta gli attraversò la pelle andando a schiantarsi su un albero vicino.

Le montagne preoccupate si avvicinarono al re che in preda alla confusione chiese spiegazioni su quel che aveva appena visto.

La roccia più coraggiosa cominciò a raccontare che Luna da anni partiva col suo cesto per andare a stelle.




Ne raccoglieva tante, tante tante perchè quelle luci erano figlie delle fate e per questo contenevano un pò della loro magia.

Un giorno si scontrò con Sole, anche lui andava a stelle... dal loro scontro nacque qualcosa che nessuno dei due aveva mai provato, qualcosa di così speciale da non poter essere mai più distrutto!!!




Allora lo chiamarono “Amore”... e da quel giorno in poi, chiunque voleva sapere che cos’era l’amore, doveva guardare loro, Sole e Luna...

Lei che non brillava senza lui, lui che non viveva senza lei... insieme spargevano Amore su qualsiasi cosa toccavano...




Blu zittì la roccia e d’improvviso si scatenò in lui una furia sconosciuta.

La sua ira tuonò nel cielo, fulmini e saette cominciarono a colpire ogni angolo della terra, un diluvio di acqua si scatenò per la prima volta sul mondo!

E fu il caos...

Seminò terrore, paura, rabbia … scaraventò tutti gli astri fuori dalla terra, le fate fuggirono impaurite in un regno sconosciuto, gli gnomi scomparirono alla vista di chiunque.

Solo gli uomini resistettero alla terribile furia del cielo.




Il re reso cieco dall’amore per quella fanciulla decise che lei e Sole non si sarebbero dovuti incontrare mai più... la strappò via da lui con tutte le sue stelle e la esiliò dalla parte opposta della terra!!!

Venne così il giorno e la notte, Sole e Luna destinati a inseguirsi per sempre senza incontrarsi mai...




Mise fine ad Amore o almeno così credeva...

Quando la sua ira si placò si accorse di avere cancellato parte del suo mondo... ora nemmeno le montagne osavano più toccarlo.

Raccolse le ultime stelle e le portò via con sé... raccolse le lacrime di Luna... le lasciò ricadere piano.

Per la prima volta nevicò.




Decise di salire su, più in alto e più lontano che poteva, dove non poteva ferire con le sue mani, pentito per sempre di quel che aveva fatto.

Quando per la prima volta calò la notte, lanciò le stelle verso il mondo come fossero una richiesta di perdono … ma le dolci luci si fermarono a mezz’aria, incapaci di tornare su una terra che da quel momento in poi sarebbe stata condannata alla distruzione.

E così fu...




Sempre più uomini cominciarono a popolare la terra e sentimenti di rabbia, egoismo e violenza cominciarono a farsi strada tra la gente … fino al giorno d’oggi.

Ma l’amore no, non finì...

Sole e Luna si amano e amano ancora...

I sogni delle persone non sono altro che nuvole che piano salgono sopra le montagne, l’unico posto in cui possono essere liberi... e da lì salgono più su... fino a Sole, fino a Luna...




E ogni qualvolta uno dei due ascolta un desiderio, prende una stella dal suo cesto e la lancia nel cielo per farla arrivare fino alle mani dell’altro per dirgli che ancora qualcuno ama e che allora il loro Amore non è mai andato perso...

Anche Blu è stato perdonato.

Il re prima della notte si fa da parte e permette a Luna e Sole di incontrarsi un’ istante...




Il tramonto non è altro che un loro bacio, le stelle cadenti dei fiori appartenuti a un mondo perduto di milioni d’anni fa che Luna lancia al suo Sole e che il cielo si occupa di spargere sulla terra per ricordare a tutti che lassù ancora vive Amore...





(dal web)






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…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...


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