Il più importante tra gli animali dell’antico Egitto è lo scarabeo...
Il nome deriva dal verbo kheper che significa nascere o divenire ed era associato al dio solare del mattino Khepri, che donava la vita e rappresentava il sacro animale.

Era considerato un potente amuleto con funzione magica atta a scongiurare, allontanare o annullare influssi maligni, di eterna rinascita nel divenire e trasformarsi, assicurando solo eventi felici ed un costante miglioramento delle facoltà intuitive e spirituali.

L’efficacia dell’amuleto si basava sulle reali abitudini dello scarafaggio.
La leggenda narra che all’epoca esistessero solo scarafaggi maschi, che dopo aver prodotto il loro seme, lo avvolgevano su se stesso, fino a formare una pallina, per poi sotterrarla.
La nuova prole prendeva vita da questo ciclo.

Usati come ornamento erano fabbricati con i materiali più diversi, ma ognuno di loro presentava sempre l’addome piatto, che fungeva da base per incisioni protettive o di lode al faraone.

Questo amuleto veniva posto sul cuore della mummia, incastonato in un pettorale, per trasmettere loro il soffio vitale di cui era a carico per virtù magiche e recava incisa una formula magica, tratta dal capitolo 30 del Libro dei Morti, che il defunto avrebbe recitato nella “pesatura” con la piuma della verità...

Lo scarabeo venne identificato con il Dio che dona la vita, cioè il Sole, poiché nel compiere il tragitto per depositare il proprio seme, compie esattamente lo stesso percorso del Sole : “muore” Ovest, per poi ricomparire il giorno seguente ad Est.

Per questo motivo lo scarabeo è considerato l’amuleto che “trasforma”.
L’anima del defunto non moriva con lui...
ma “cambiava”...
diveniva Spirito in grado...
come il Sole...
ma “cambiava”...
diveniva Spirito in grado...
come il Sole...

di rinnovarsi ogni giorno.






