Informazioni personali

La mia foto
Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!
Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Curiosità. Mostra tutti i post

23 dicembre 2017

Natale 2017








Oltre gli auguri, è bene ricordare le tradizioni con le quali nei paesi di tutto il mondo si festeggia il Natale e con cui i bambini aspettano Babbo Natale, probabilmente la parte più bella di questa festa.


In Inghilterra ad esempio è tradizione preparare le caratteristiche “mince pies”, ovvero tortine tradizionali ripiene di frutta secca, uvetta, canditi e rum, accompagnate da un bicchierino di sherry, il tipico liquore alla ciliegia della Gran Bretagna.


In Irlanda ogni finestra della casa deve essere decorata con un agrifoglio e una candela per Maria e Giuseppe, in un paese dalla profonda tradizione cattolica.


In Messico vanno in scena invece le caratteristiche processioni, le Posadas


mentre in Danimarca i bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per aspettare appositamente Babbo Natale.


mentre in Danimarca i bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per aspettare appositamente Babbo Natale
.
<




26 settembre 2016

Pitture acriliche











Pensavo che fosse un pesce che nuotava nell’acqua.

Poi ho guardato meglio e sono rimasta senza parole.

Si trattava di pitture acriliche, totalmente realistiche, realizzate sotto diversi strati di resina.

Keng Lye… ciò che fa questo artista è davvero indescrivibile.


Questo pesce in realtà è dipinto sul fondo di un recipiente di legno.


E’ dipinto usando un metodo speciale.

Il corpo del pesce è tratteggiato attraverso diversi strati di resina così da creare un effetto tridimensionale.


Qui viene applicato il primo strato di resina.


L’artista aspetta che il liquido si indurisca.


Quindi il pesce, assieme a tutti gli altri piccoli dettagli, viene disegnato su questo strato indurito per creare un’illusione perfetta.


Quando il pesce è finito, e la pittura è asciutta, l’opera d’arte appare così…


Un ultimo strato di resina viene applicato.


In questo caso non per creare un effetto 3D ma per aiutare il colore a risultare più brillante.


Keng Lye non dipinge solo pesci ma anche altri abitanti del mare, come questo polipo che affiora a pelo d’acqua.


L’artista di Singapore davvero ci sbalordisce con le sue creazioni… il suo incredibile senso della prospettiva fa sembrare ogni creatura viva…  guardate un po’...











Non sono incredibili questi lavori???








25 luglio 2016

Artista della sabbia










Un’esperienza unica, suggestiva e commovente in grado di coinvolgere tutti.

L'artista Ilana Yahav si presenta con un tavolo in vetro sopra il quale vi è della semplice sabbia… grazie a questa crea, con il solo ausilio delle mani, splendide immagini che raccontano meravigliose storie.



L’esperienza del contatto diretto con la sabbia l’affascinava già quando era bambina, infatti lungo le rive del Mediterraneo, disegnava velocemente prima che arrivasse l’onda, una storia, come una sorta di diario vivente nella sabbia.

Così la capacità di creare una storia commovente usando strumenti naturali e semplici divenne la forma principale della sua arte.

Ma preparatevi ad essere trasportati in una magica atmosfera…












6 aprile 2016

Il piacere di andare sotto dettatura











Si chiamavano dattilografe.

Anzi, stenodattilografe, perché oltre a saper battere a macchina sapevano anche stenografare.

Erano gli angeli dei ministeri, degli uffici, delle copisterie, lavoratrici indispensabili per tradurre in dattiloscritti le pagine scritte a mano.


Negli uffici qualsiasi impiegato, di gruppo A o di gruppo B, aveva una apposita cestina sul suo tavolo, con la scritta: “Copia”.

Lui scriveva a mano, più o meno ordinatamente, e poi metteva i suoi foglietti nella cestina.

Loro, gli angeli del tasto, svuotavano la cestina, si portavano via i fogli, e dopo un po’ riportavano i loro compitini fatti, con i fogli dattiloscritti in doppia copia, farciti della carta carbone.


Bè, a dire il vero non andava sempre così, perché c’erano le dattilografe modello ma anche quelle pigre, e magari toccava agli impiegati portare i loro foglietti alle fanciulle e pregarle con sorrisi melliflui di provvedere alla battitura.

Le dattilografe spesso avevano un gran faldone di foglietti da copiare, e si seccavano, oppure privilegiavano gli scritti degli impiegati simpatici e lasciavano in fondo quelli degli altri.


Insomma, avevano un piccolo potere: una pratica in attesa di battitura poteva stagionare per settimane in un cassetto, e il povero impiegato rischiava di essere redarguito dal capoufficio…

Il capoufficio in questione non aveva di questi problemi: lui dettava.

C’erano delle segretarie solerti che avevano un particolare piacere nell’andare “sotto battitura”.

Appena il capo le chiamava, loro si armavano di taccuino e penna e correvano nella stanza del boss con particolare sussiego.


Poi, mentre lui camminava su e giù per la stanza dettando con aria ispirata, le segretarie scrivevano o talvolta stenografavano, con le gambe accavallate e il taccuino sulle ginocchia.

Lui si sentiva molto creativo, e in quel momento il suo lavoro gli appariva davvero importante.

Quando aveva finito, si fermava un attimo, quasi svegliandosi da un sogno, e guardava la segretaria con distacco, dicendole: “Vada”.

Lei usciva tutta agitata, timorosa di non aver capito tutto ciò che il capo aveva dettato, e si precipitava al suo tavolo, pronta a trascrivere le sue parole senza degnare di uno sguardo il faldone strapieno dei foglietti degli altri impiegati.


La macchina da scrivere era la forza delle dattilografe, ma anche la debolezza, perché segnava il loro destino di subalterne.

Gli impiegati, anche i più modesti, non si avvicinavano nemmeno a quelle macchine, simbolo di uno status considerato inferiore al proprio.

Spesso erano tentati, per velocizzare una pratica, di avvicinarsi alla macchina da scrivere e battersi da soli il loro foglietto: magari erano bravissimi a usarla, e a casa loro le dita volavano sulla Olivetti Lettera 22 che possedevano.


Ma in ufficio no, non si doveva far sapere che erano perfettamente in grado di dattiloscriversi le loro pratiche: 
noblesse oblige…








18 gennaio 2016

Pillole 9












Osservare… leggere… guardare la TV… navigare in internet… ascoltare la radio o i discorsi al bar… può aiutarci a riflettere su quanto accade nel mondo…
ed ecco alcune notizie interessanti… curiose… importanti o stravaganti!!!



Quando fare le coccole diventa una professione


Sam Hess, un’intraprendente ragazza di Portland, nell’Oregon, ha inventato una nuova professione; la coccolatrice.

Nessuna malizia o pregiudizio, però, perché si tratta di un mestiere serio, con tanto di regole e tariffario di circa 35 dollari ogni 30 minuti.
L’intento  principale della coccolatrice è semplicemente quello di dare affetto a chi ne ha bisogno.

L’azienda, fondata dalla ragazza americana, si chiama Cuddle up to me e mette a proprio agio il cliente in un ambiente caldo, rilassato e con un pacato sottofondo musicale.

Su un divano, Sam tiene la mano, consola e ascolta, il tutto, però, entro i limiti ben precisi di pudore e senza alcun coinvolgimento fisico.



Il testamento di Napoleone

La prestigiosa casa d’aste Druout ha battuto e venduto l’unica copia nota del testamento di Napoleone Bonaparte per 357mila euro, cifra due volte superiore rispetto a quella prevista in partenza.

Il prezioso manoscritto, riscritto da uno stretto collaboratore del grande condottiero e stratega francese, è datato 16 aprile 1821 e offre eccezionali suggerimenti sugli ultimi momenti della vita di Napoleone, che morì 19 giorni dopo la stesura del testo, sull’Isola di Sant’Elena.

Il testamento originale, quello scritto personalmente da Napoleone, è conservato negli archivi nazionali francesi.



Un asilo a forma di gatto

Tra la regione del Baden-Wurttemberg e dell’Alsazia, ai confini tra Germania e Francia, è stato costruito il primo asilo per l’infanzia a forma di gatto “Le jardin d’enfants Die Katze” - questo il nome dell’inusuale edificio che mescola parole francesi e tedesche – è stato ideato dall’artista di origine alsaziana Tomi Ungerer, ambasciatore dell’infanzia, in collaborazione con l’architetto Ayla-Suzan Yondel, ed è stato edificato per ribadire l’amicizia tra le due Nazioni.

Si entra nell’asilo dalla bocca del gatto (la porta d’ingresso), due grandi finestre rappresentano gli occhi e non mancano la coda (un grande scivolo sul retro) e la pelliccia (una parte del tetto è ricoperta di prato).



Lascia il rubinetto aperto e crea una cascata di ghiaccio

Il signor Wen Hsu, residente da 35 anni in un palazzo a Jilin, nel Nord Est della Cina ha attratto l’attenzione su di sé con una curiosa trovata, creando un’enorme cascata di ghiaccio dalla finestra del suo appartamento.

Wen Hsu ha lasciato aperto il rubinetto di casa e aperto la finestra: l’inverno rigido ha fatto il resto.

Il gesto è stato dettato dalla necessità di contrastare una società che ha deciso di costruire un centro commerciale sul suolo dove sorge il suo palazzo.

La maggior parte dei residenti ha venduto subito, nella convinzione che è difficile lottare contro questo tipo di progetti, ma il 58enne cinese ha voluto tener duro rifiutando un’offerta economica che definisce “ridicola”.










9 novembre 2015

Cibi dal mondo












Girando per il mondo si possono trovare dei piatti veramente
“incredibili”…
ormai l’uomo con la sua fantasia non ha confini in cucina.

Non si tratta della solita lista di cavallette fritte, aringhe marinate e formaggio con i vermi…


Beh…
magari non proprio disgustosi
(d’altronde ogni cultura ha le sue bizzarre golosità)…
ma piatti estremi…
che sfideranno di certo il palato.

Ecco qui una carrellata…


Occhi di tonno - Giappone

Nei negozi giapponesi spesso si trovano degli strani pacchetti, che "osservano" il cliente con i loro grandi occhi da pesce.
E in molti bar, dove preparano anche il sushi, si possono gustare gli occhi di tonno già cucinati, in umido o leggermente scottati.
Di buono, hanno poco… sotto un involucro "gommoso" si trova una sostanza morbida e grassa, il cui gusto ricorda quello dei calamari o del polpo.


Huitlacoche - Messico

L'huitlacoche o "tartufo del mais" è un fungo parassita dei chicchi di mais.
Le spore penetrano nello spadice, crescono al suo interno e lo trasformano in qualcosa di terrbile.
Immaginare cosa possa passare per la testa di chi assaggia per la prima volta qualcosa di così brutto e non appetitoso è molto difficile, ma rimane il fatto che l'huitlacoche in Messico è un cibo molto costoso e moltissimi piatti che lo contengono sono considerati vere e proprie prelibatezze.


Shiokara - Giappone

La cucina giapponese e i frutti di mare sono praticamente sinonimi, per questo non c'è nulla da meravigliarsi se la maggior parte delle "schifezze" del posto vengano dalle profondità del mare.
Lo shiokara non è un piatto conosciuto e diffuso come il sushi.
Probabilmente perché sono dei calamari (di solito) marinati nelle loro viscere e "dimenticati" per un mese in un contenitore ermetico.
Possiamo solo immaginare come sia il gusto di questo piatto ma, tenendo conto di quello che c'è nelle interiora dei pesci, e indovinare che nella versione fermentata di certo non migliorano.


Ragni fritti - Cambogia

Nel Sud-Est asiatico si frigge e si mangia tutto quello che cammina, vola o nuota.
Si possono trovare grilli, scarafaggi, scorpioni e cavallette e - perché no? - anche provarli nel centro di Bankok.
Ecco però che gli abitanti della Cambogia si sono spinti oltre e, non più solo per una particolarità asiatica ma per la fame durante la dittatura dei Khmer rossi, hanno iniziato a friggere i ragni.
I commercianti che vendono tarantole nere grandi come il palmo della mano fritte si possono incontrare facilmente nella zona della città di Skuon, sulla strada che da Siem Reap porta a Phnom Penh.


Muktuk - Canada - Groenlandia - Russia

Il piatto tradizionale degli Inuit e degli Eschimesi è la pelle, completa di grasso sottocutaneo, di balena, narvalo o beluga congelata.
Di solito è un cibo che viene consumato senza cottura, ma talvolta può anche essere fritta o impanata.
Dal punto di vista della sopravvivenza nel clima secco e rigido del nord è una grande fonte di vitamine C e D.
Dal punto di vista culinario no - il gusto non è di certo come pollo.


Hakarl - Islanda

Ancora un altro piatto nordico, in questo caso è stato ideato dai Vichinghi ed è toccato in eredità all'Islanda.
In passato le acque del luogo erano popolate da squali polari, la cui carne però non era buona da mangiare a causa dell'alto contenuto di acidi urici.
Per questo motivo gli squali catturati venivano sfilettati e appesi sotto una collinetta di pietre per un paio di mesi, durante i quali perdevano l'urina e gli altri acidi urici.
Poi venivano lasciati ancora per 2-4 mesi all'aria aperta.
Vengono preparati esattamente allo stesso modo anche nell'Islanda dei giorni nostri; ma ora si possono giustificare solo come rispetto per la tradizione, visto che sia il gusto che l'odore del piatto ricordano lo squalo putrefatto.


Uovo centenario - Cina

Uno degli antipasti cinesi più popolari si prepara molto semplicemente: le uova vengono mischiate ad una soluzione alcalina ( di solito è una miscela di calce, cenere e sale) e chiuse in un contenitore ermetico.
Non per cento anni, come suggerisce il nome, ma per un periodo che va dai 15 giorni ai 4 mesi.
Dopo questo rimane solo da sbucciare le uova e tagliarle a spicchi: l'albume assume una consistenza gelatinosa, mentre il tuorlo diventa di un colorito grigio-verde.
Ad onor del vero l'unica cosa disgustosa delle uova centenarie è solo il loro aspetto: la consistenza, ovviamente, è strana; ma il gusto e il sapore sono molto neutri, a parte il tuorlo che acquista un retrogusto di ammoniaca.


Biscotti con vespe - Giappone

A proposito di novità della cucina giapponese, una cosa incredibile sono i biscotti con le vespe, diventati popolari già nel XXI secolo.
Immaginatevi un cracker di farina di riso con una farcitura di vespe selvatiche precedentemente scottate.
Rispetto ai biscotti normali qui c'è un altissimo contenuto di insetti proteine.


Beondegi - Corea del Sud

Un popolare antipasto coreano sono le crisalidi dei bachi da seta bollite o in umido: si possono trovare sia sui banchetti dei venditori ambulanti, sia sugli scaffali dei negozi e anche sui menu dei bar.
I beondegi si mangiano con salse e spezie o si utilizzano per cucinare altri piatti.
Gli esperti sono ancora in dubbio su che sapore ricordano i beondeghi: alcuni sostengono sia il legno, altri dicono sia più simile alla resina.


Zuppa di nidi di uccelli - Sud Est Asiatico

Per noi i "nidi di uccelli" non suonano come qualcosa di commestibile, ma i gourmand asiatici sono pronti a sborsare fino a 2000 dollari per un chilo di questi!
Non abbiate fretta di organizzare un pranzo di lavoro con la famiglia di rondini che ha appena fatto il nido sotto il vostro tetto: per questo piatto si utilizzano solo nidi di rondini-salangana, che vivono nel Sud Est Asiatico.
In pratica, i loro nidi sono composti da saliva secca di uccelli e la famosa zuppa ricorda come consistenza il muco o un budino molto denso.
Chissà che gusto abbia la saliva, magari, questa zuppetta vale i soldi che costa.


Escamoles - Messico

Alla base di questo tradizionale piatto messicano ci sono le uova delle formiche nere giganti.
Si mangiano sia crude che fritte, o anche con tacos e guacamole oppure in umido con cipolla e peperoncino.
Le escamoles non sono economiche e non è una sorpresa: le uova si trovano all'interno del formicaio, brulicante di formiche molto aggressive, pronte a pungere molto dolorosamente.
Tuttavia, se siete in Messico, vale la pena almeno una volta di provare le escamoles: questo cibo è considerato una prelibatezza e non solo è molto salutare, ma anche, dicono, molto buono!


Sannakji - Corea


Mangiare pesce o carne cruda è una cosa di cui ormai non si meraviglia più nessuno, ma cosa faremmo se il cibo addirittura scappasse dal piatto?
In Corea si può assaggiare come antipasto il sannakji: un piatto composto da tentacoli appena tagliati di polipo che ancora si muovono, conditi con olio di sesamo.
Nonostante l'aspetto orribile e la possibilità che scappi, il sannakji è molto popolare non solo tra gli abitanti del luogo, ma anche tra i turisti che dicono sia molto buono.


Gamberi ubriachi - Cina

Dal nostro punto di vista, questo piatto cinese è ancora più pauroso dei tentacoli che si muovono del polpo già morto, perché è stato ideato per poter mangiare i gamberetti ancora vivi.
Proprio come dice il nome, prima di essere messi in tavola questi gamberi di fiume vengono marinati nell'alcool così che, "Ubriacandosi", diventano meno agili e praticamente non fanno nessuna resistenza mentre vengono puliti e mangiati.


Cuy - Perù - Equador - Colombia

In pratica il cuy non è altro che il porcellino d'India.
A quanto pare gli abitanti della regione andina non li regalano ai loro bambini come animali domestici e nemmeno li usano per esperimenti in laboratorio, ma li allevano nelle fattorie e li mangiano.
Normalmente li cucinano fritti o stufati con le verdure.
Dicono che sia molto buono e che somigli molto al coniglio.


Tepa - Alaska

È il piatto tradizionale degli Eschimesi in Alaska.
La seconda denominazione del Tepa - "teste puzzolenti" - spiega piuttosto bene di cosa si tratta.
Le teste dei salmoni vengono chiuse in una botte (talvolta anche con le interiora) e sepolte sotto la terra per una o più settimane.
Le "teste puzzolenti" si mangiano crude e non vengono considerate come prelibatezze, ma sono soprattutto un modo per utilizzare interamente il pesce, non disdegnando nessuna sostanza nutritiva che si riesce ad ottenere.


Sangue e latte - Africa

Se in Russia dire che una persona è "sangue e latte" significa che è in ottima salute, in Africa questo modo di dire viene preso alla lettera.
In alcune tribù, in particolare fra i Masai, è sempre molto importante trovare dei modi per sopravvivere.
La mucca in Africa è una risorsa importantissima per essere uccisa solo per la carne, allora viene estratto il sangue in modo che non ci siano danni per l'animale.
Viene mescolato con il latte e questo sangue da alle tribù africane tutto il nutrimento necessario per la vita durante la siccità e nei periodi in cui non c'è possibilità di trovare altro cibo.


Frittelle di sangue - Svezia - Finlandia

In pratica si tratta di semplici frittelle, solo che al posto del latte c'è del sangue fresco.
Talvolta si mangiano con carne di maiale o di renna arrosto.
In realtà questo piatto è strano più che disgustoso, sia alla vista che al gusto somiglia molto al sanguinaccio.


Tofu di sangue - Cina

Generalmente il sangue finisce nelle preparazioni di molti cibi in moltissimi paesi del mondo, ma dal punto di vista dell'originalità gli asiatici battono tutti.
In Cina e a Hong Kong è molto diffuso il cosiddetto tofu di sangue, preparato cuocendo a fuoco lento il sangue di animali (in genere maiale o anatra).
Come risultato si hanno dei panetti gelatinosi che vengono tagliati a pezzi e consumati nelle zuppe o stufati con le verdure.


Bruchi Mopane - Africa

Grossi e verde scuro, i bruchi delle farfalle Saturnidi sono molto preziosi e, ancora più importante, sono una fonte gratuita di proteine per gli abitanti di molti stati africani.
I bruchi vengono raccolti sugli alberi Mopane e bolliti o essiccati al sole.
Nell'Africa del Sud, dove i bruchi sono considerati una prelibatezza, vengono allevati in fattorie e spesso vengono serviti anche nei ristoranti. 


Zuppa di pipistrello - Indonesia - Palau

Questo piatto non si differenzia molto dalle zuppe tipiche asiatiche, anche perché si cucina con il pipistrello, che ha un gusto molto neutro.
Ma la particolarità della ricetta è che si cucina con il pipistrello intero, completo di ali, denti, peli e artigli.
Anche in alcuni paesi del Sud Est Asiatico e nelle regioni americane affacciate sull'Oceano Pacifico la carne di pipistrello è usata per numerosi piatti, ma non in modo così brutale, visto che viene privata dei peli e delle altre parti.


Gelato Royal Baby Gaga - Inghilterra

E, come bonus, qualcosa che non ha nulla di terribile.
In effetti l'abbiamo provato tutti (si, anche voi!), ma forse sotto un'altra forma.
Nella primavera del 2015 la fabbrica londinese The Licktators ha prodotto una partita di gelato fatto di latte materno.
In ogni senso, un vero e proprio "gusto dell'infanzia", prodotto in occasione della nascita del secondo figlio del Principe William e di Kate Middleton.
Non estremo come gli altri nella lista, ma di sicuro insolito. 



Allora che ne dite di queste ricette avete coraggio di provarle???







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Lettori fissi





…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...


Visualizzazioni totali

Dal 25.03.2009

Dal 18.12.2012