Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!
Oltre gli auguri, è bene
ricordare le tradizioni con le quali nei paesi di tutto il mondo si festeggia
il Natale e con cui i bambini aspettano Babbo Natale, probabilmente la parte
più bella di questa festa.
In Inghilterra ad esempio
è tradizione preparare le caratteristiche “mince pies”, ovverotortine tradizionali ripiene di frutta secca, uvetta, canditi e rum,
accompagnate da un bicchierino di sherry, il tipico liquore alla ciliegia della
Gran Bretagna.
In Irlanda ogni finestra
della casa deve essere decorata con un agrifoglio e una candela per Maria e
Giuseppe, in un paese dalla profonda tradizione cattolica.
In Messico vanno in
scena invece le caratteristiche processioni, le Posadas
mentre in Danimarca i
bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per
aspettare appositamente Babbo Natale.
mentre in Danimarca i
bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per
aspettare appositamente Babbo Natale
Pensavo
che fosse un pesce che nuotava nell’acqua.
Poi
ho guardato meglio e sono rimasta senza parole.
Si
trattava di pitture acriliche, totalmente realistiche, realizzate sotto diversi
strati di resina.
Keng Lye… ciò che fa
questo artista è davvero indescrivibile.
Questo pesce in realtà è dipinto sul fondo di un recipiente di legno.
E’
dipinto usando un metodo speciale.
Il corpo del pesce è
tratteggiato attraverso diversi strati di resina così da creare un effetto
tridimensionale.
Qui viene applicato il primo strato di resina.
L’artista aspetta che il liquido si indurisca.
Quindi il pesce, assieme a tutti gli altri piccoli dettagli, viene
disegnato su questo strato indurito per creare un’illusione perfetta.
Quando il pesce è finito, e la pittura è asciutta, l’opera d’arte appare
così…
Un
ultimo strato di resina viene applicato.
In questo caso non per creare un effetto 3D ma per aiutare il colore a
risultare più brillante.
Keng Lye non dipinge solo pesci ma anche altri abitanti del mare, come
questo polipo che affiora a pelo d’acqua.
L’artista di Singapore davvero ci sbalordisce con le sue creazioni… il
suo incredibile senso della prospettiva fa sembrare ogni creatura viva… guardate un po’...
Un’esperienza unica, suggestiva e
commovente in grado di coinvolgere tutti.
L'artista Ilana Yahav si
presenta con un tavolo in vetro sopra il quale vi è della semplice sabbia…
grazie a questa crea, con il solo ausilio delle mani, splendide immagini che
raccontano meravigliose storie.
L’esperienza del contatto diretto
con la sabbia l’affascinava già quando era bambina, infatti lungo le rive del
Mediterraneo, disegnava velocemente prima che arrivasse l’onda, una storia,
come una sorta di diario vivente nella sabbia.
Così la capacità di creare una
storia commovente usando strumenti naturali e semplici divenne la forma
principale della sua arte.
Ma preparatevi ad essere
trasportati in una magica atmosfera…
Anzi,
stenodattilografe, perché oltre a saper battere a macchina sapevano anche stenografare.
Erano gli angeli dei
ministeri, degli uffici, delle copisterie, lavoratrici indispensabili per
tradurre in dattiloscritti le pagine scritte a mano.
Negli
uffici qualsiasi impiegato, di gruppo A o di gruppo B, aveva una apposita
cestina sul suo tavolo, con la scritta: “Copia”.
Lui
scriveva a mano, più o meno ordinatamente, e poi metteva i suoi foglietti nella
cestina.
Loro, gli angeli del
tasto, svuotavano la cestina, si portavano via i fogli, e dopo un po’
riportavano i loro compitini fatti, con i fogli dattiloscritti in doppia copia,
farciti della carta carbone.
Bè,
a dire il vero non andava sempre così, perché c’erano le dattilografe modello
ma anche quelle pigre, e magari toccava agli impiegati portare i loro foglietti
alle fanciulle e pregarle con sorrisi melliflui di provvedere alla battitura.
Le dattilografe spesso
avevano un gran faldone di foglietti da copiare, e si seccavano, oppure
privilegiavano gli scritti degli impiegati simpatici e lasciavano in fondo
quelli degli altri.
Insomma,
avevano un piccolo potere: una pratica in attesa di battitura poteva stagionare
per settimane in un cassetto, e il povero impiegato rischiava di essere
redarguito dal capoufficio…
Il
capoufficio in questione non aveva di questi problemi: lui dettava.
C’erano
delle segretarie solerti che avevano un particolare piacere nell’andare “sotto
battitura”.
Appena il capo le
chiamava, loro si armavano di taccuino e penna e correvano nella stanza del
boss con particolare sussiego.
Poi,
mentre lui camminava su e giù per la stanza dettando con aria ispirata, le
segretarie scrivevano o talvolta stenografavano, con le gambe accavallate e il
taccuino sulle ginocchia.
Lui
si sentiva molto creativo, e in quel momento il suo lavoro gli appariva davvero
importante.
Quando
aveva finito, si fermava un attimo, quasi svegliandosi da un sogno, e guardava
la segretaria con distacco, dicendole: “Vada”.
Lei usciva tutta
agitata, timorosa di non aver capito tutto ciò che il capo aveva dettato, e si
precipitava al suo tavolo, pronta a trascrivere le sue parole senza degnare di
uno sguardo il faldone strapieno dei foglietti degli altri impiegati.
La
macchina da scrivere era la forza delle dattilografe, ma anche la debolezza,
perché segnava il loro destino di subalterne.
Gli
impiegati, anche i più modesti, non si avvicinavano nemmeno a quelle macchine,
simbolo di uno status considerato inferiore al proprio.
Spesso erano tentati,
per velocizzare una pratica, di avvicinarsi alla macchina da scrivere e battersi
da soli il loro foglietto: magari erano bravissimi a usarla, e a casa loro le
dita volavano sulla Olivetti Lettera 22 che possedevano.
Ma in ufficio no, non si doveva far sapere che erano perfettamente in
grado di dattiloscriversi le loro pratiche: noblesse oblige…
Osservare… leggere… guardare la TV… navigare in internet… ascoltare la
radio o i discorsi al bar… può aiutarci a riflettere su quanto accade nel mondo…
ed ecco alcune notizie interessanti… curiose… importanti o stravaganti!!!
Quando fare le coccole diventa una professione
Sam
Hess, un’intraprendente ragazza di Portland, nell’Oregon, ha inventato una
nuova professione; la coccolatrice.
Nessuna
malizia o pregiudizio, però, perché si tratta di un mestiere serio, con tanto
di regole e tariffario di circa 35 dollari ogni 30 minuti.
L’intento
principale della coccolatrice è
semplicemente quello di dare affetto a chi ne ha bisogno.
L’azienda,
fondata dalla ragazza americana, si chiama Cuddle up to me e mette a proprio
agio il cliente in un ambiente caldo, rilassato e con un pacato sottofondo
musicale.
Su un divano, Sam tiene
la mano, consola e ascolta, il tutto, però, entro i limiti ben precisi di
pudore e senza alcun coinvolgimento fisico.
Il
testamento di Napoleone
La
prestigiosa casa d’aste Druout ha battuto e venduto l’unica copia nota del
testamento di Napoleone Bonaparte per 357mila euro, cifra due volte superiore
rispetto a quella prevista in partenza.
Il
prezioso manoscritto, riscritto da uno stretto collaboratore del grande
condottiero e stratega francese, è datato 16 aprile 1821 e offre eccezionali
suggerimenti sugli ultimi momenti della vita di Napoleone, che morì 19 giorni
dopo la stesura del testo, sull’Isola di Sant’Elena.
Il testamento originale,
quello scritto personalmente da Napoleone, è conservato negli archivi nazionali
francesi.
Un
asilo a forma di gatto
Tra
la regione del Baden-Wurttemberg e dell’Alsazia, ai confini tra Germania e
Francia, è stato costruito il primo asilo per l’infanzia a forma di gatto “Le
jardin d’enfants Die Katze” - questo il nome dell’inusuale edificio che mescola
parole francesi e tedesche – è stato ideato dall’artista di origine alsaziana
Tomi Ungerer, ambasciatore dell’infanzia, in collaborazione con l’architetto
Ayla-Suzan Yondel, ed è stato edificato per ribadire l’amicizia tra le due Nazioni.
Si entra nell’asilo
dalla bocca del gatto (la porta d’ingresso), due grandi finestre rappresentano
gli occhi e non mancano la coda (un grande scivolo sul retro) e la pelliccia
(una parte del tetto è ricoperta di prato).
Lascia
il rubinetto aperto e crea una cascata di ghiaccio
Il
signor Wen Hsu, residente da 35 anni in un palazzo a Jilin, nel Nord Est della
Cina ha attratto l’attenzione su di sé con una curiosa trovata, creando un’enorme
cascata di ghiaccio dalla finestra del suo appartamento.
Wen
Hsu ha lasciato aperto il rubinetto di casa e aperto la finestra: l’inverno
rigido ha fatto il resto.
Il gesto è stato dettato
dalla necessità di contrastare una società che ha deciso di costruire un centro
commerciale sul suolo dove sorge il suo palazzo.
La maggior parte dei residenti ha venduto subito, nella convinzione che
è difficile lottare contro questo tipo di progetti, ma il 58enne cinese ha
voluto tener duro rifiutando un’offerta economica che definisce “ridicola”.
Girando per il mondo si possono
trovare dei piatti veramente “incredibili”… ormai l’uomo con la sua fantasia
non ha confini in cucina.
Non si tratta della
solita lista di cavallette fritte, aringhe marinate e formaggio con i vermi…
Beh… magari non proprio
disgustosi (d’altronde ogni cultura ha le sue bizzarre golosità)… ma piatti
estremi… che sfideranno di certo il palato.
Ecco qui una carrellata…
Occhi di tonno - Giappone
Nei
negozi giapponesi spesso si trovano degli strani pacchetti, che
"osservano" il cliente con i loro grandi occhi da pesce.
E in molti
bar, dove preparano anche il sushi, si possono gustare gli occhi di tonno già
cucinati, in umido o leggermente scottati.
Di buono, hanno poco… sotto un
involucro "gommoso" si trova una sostanza morbida e grassa, il cui
gusto ricorda quello dei calamari o del polpo.
Huitlacoche - Messico
L'huitlacoche
o "tartufo del mais" è un fungo parassita dei chicchi di mais. Le spore
penetrano nello spadice, crescono al suo interno e lo trasformano in qualcosa
di terrbile. Immaginare cosa possa passare per la testa di chi assaggia per la
prima volta qualcosa di così brutto e non appetitoso è molto difficile, ma
rimane il fatto che l'huitlacoche in Messico è un cibo molto costoso e
moltissimi piatti che lo contengono sono considerati vere e proprie
prelibatezze.
Shiokara - Giappone
La
cucina giapponese e i frutti di mare sono praticamente sinonimi, per questo non
c'è nulla da meravigliarsi se la maggior parte delle "schifezze" del
posto vengano dalle profondità del mare. Lo shiokara non è un piatto conosciuto
e diffuso come il sushi. Probabilmente perché sono dei calamari (di solito)
marinati nelle loro viscere e "dimenticati" per un mese in un
contenitore ermetico. Possiamo solo immaginare come sia il gusto di questo piatto ma,
tenendo conto di quello che c'è nelle interiora dei pesci, e indovinare
che nella versione fermentata di certo non migliorano.
Ragni fritti - Cambogia
Nel
Sud-Est asiatico si frigge e si mangia tutto quello che cammina, vola o nuota. Si possono trovare grilli, scarafaggi, scorpioni e cavallette e - perché no? -
anche provarli nel centro di Bankok. Ecco però che gli abitanti della Cambogia
si sono spinti oltre e, non più solo per una particolarità asiatica ma per la
fame durante la dittatura dei Khmer rossi, hanno iniziato a friggere i ragni. I
commercianti che vendono tarantole nere grandi come il palmo della mano fritte
si possono incontrare facilmente nella zona della città di Skuon, sulla strada
che da Siem Reap porta a Phnom Penh.
Muktuk - Canada - Groenlandia - Russia
Il
piatto tradizionale degli Inuit e degli Eschimesi è la pelle, completa di
grasso sottocutaneo, di balena, narvalo o beluga congelata. Di solito è un cibo
che viene consumato senza cottura, ma talvolta può anche essere fritta o
impanata. Dal punto di vista della sopravvivenza nel clima secco e rigido del
nord è una grande fonte di vitamine C e D. Dal punto di vista culinario no - il
gusto non è di certo come pollo.
Hakarl - Islanda
Ancora
un altro piatto nordico, in questo caso è stato ideato dai Vichinghi ed è
toccato in eredità all'Islanda. In passato le acque del luogo erano popolate da
squali polari, la cui carne però non era buona da mangiare a causa dell'alto
contenuto di acidi urici. Per questo motivo gli squali catturati venivano
sfilettati e appesi sotto una collinetta di pietre per un paio di mesi, durante
i quali perdevano l'urina e gli altri acidi urici. Poi venivano lasciati ancora
per 2-4 mesi all'aria aperta. Vengono preparati esattamente allo stesso modo
anche nell'Islanda dei giorni nostri; ma ora si possono giustificare solo come
rispetto per la tradizione, visto che sia il gusto che l'odore del piatto
ricordano lo squalo putrefatto.
Uovo centenario - Cina
Uno
degli antipasti cinesi più popolari si prepara molto semplicemente: le uova
vengono mischiate ad una soluzione alcalina ( di solito è una miscela di calce,
cenere e sale) e chiuse in un contenitore ermetico. Non per cento anni, come
suggerisce il nome, ma per un periodo che va dai 15 giorni ai 4 mesi. Dopo
questo rimane solo da sbucciare le uova e tagliarle a spicchi: l'albume assume
una consistenza gelatinosa, mentre il tuorlo diventa di un colorito
grigio-verde. Ad onor del vero l'unica cosa disgustosa delle
uova centenarie è solo il loro aspetto: la consistenza, ovviamente, è strana;
ma il gusto e il sapore sono molto neutri, a parte il tuorlo che acquista un
retrogusto di ammoniaca.
Biscotti con vespe - Giappone
A
proposito di novità della cucina giapponese, una cosa incredibile sono i
biscotti con le vespe, diventati popolari già nel XXI secolo. Immaginatevi un
cracker di farina di riso con una farcitura di vespe selvatiche precedentemente
scottate. Rispetto ai biscotti normali qui c'è un altissimo contenuto di
insetti proteine.
Beondegi - Corea del Sud
Un
popolare antipasto coreano sono le crisalidi dei bachi da seta bollite o in
umido: si possono trovare sia sui banchetti dei venditori ambulanti, sia sugli
scaffali dei negozi e anche sui menu dei bar. I beondegi si mangiano con salse
e spezie o si utilizzano per cucinare altri piatti. Gli esperti sono ancora in
dubbio su che sapore ricordano i beondeghi: alcuni sostengono sia il legno,
altri dicono sia più simile alla resina.
Zuppa di nidi di uccelli - Sud Est Asiatico
Per
noi i "nidi di uccelli" non suonano come qualcosa di commestibile, ma
i gourmand asiatici sono pronti a sborsare fino a 2000 dollari per un chilo di
questi! Non abbiate fretta di organizzare un pranzo di lavoro con la famiglia
di rondini che ha appena fatto il nido sotto il vostro tetto: per questo piatto
si utilizzano solo nidi di rondini-salangana, che vivono nel Sud Est Asiatico. In pratica, i loro nidi sono composti da saliva secca di uccelli e la famosa
zuppa ricorda come consistenza il muco o un budino molto denso. Chissà che gusto abbia la saliva, magari, questa zuppetta
vale i soldi che costa.
Escamoles - Messico
Alla
base di questo tradizionale piatto messicano ci sono le uova delle formiche
nere giganti. Si mangiano sia crude che fritte, o anche con tacos e guacamole
oppure in umido con cipolla e peperoncino. Le escamoles non sono economiche e
non è una sorpresa: le uova si trovano all'interno del formicaio, brulicante di
formiche molto aggressive, pronte a pungere molto dolorosamente. Tuttavia, se
siete in Messico, vale la pena almeno una volta di provare le escamoles: questo
cibo è considerato una prelibatezza e non solo è molto salutare, ma anche,
dicono, molto buono!
Sannakji - Corea
Mangiare
pesce o carne cruda è una cosa di cui ormai non si meraviglia più nessuno, ma
cosa faremmo se il cibo addirittura scappasse dal piatto? In Corea si può
assaggiare come antipasto il sannakji: un piatto composto da tentacoli appena
tagliati di polipo che ancora si muovono, conditi con olio di sesamo. Nonostante l'aspetto orribile e la possibilità che scappi, il sannakji è molto
popolare non solo tra gli abitanti del luogo, ma anche tra i turisti che dicono
sia molto buono.
Gamberi ubriachi - Cina
Dal
nostro punto di vista, questo piatto cinese è ancora più pauroso dei tentacoli
che si muovono del polpo già morto, perché è stato ideato per poter mangiare i
gamberetti ancora vivi. Proprio come dice il nome, prima di essere messi in
tavola questi gamberi di fiume vengono marinati nell'alcool così che,
"Ubriacandosi", diventano meno agili e praticamente non fanno nessuna
resistenza mentre vengono puliti e mangiati.
Cuy - Perù - Equador - Colombia
In
pratica il cuy non è altro che il porcellino d'India. A quanto pare gli
abitanti della regione andina non li regalano ai loro bambini come animali
domestici e nemmeno li usano per esperimenti in laboratorio, ma li allevano
nelle fattorie e li mangiano. Normalmente li cucinano fritti o stufati con le verdure. Dicono che sia molto buono e che somigli molto al coniglio.
Tepa - Alaska
È il
piatto tradizionale degli Eschimesi in Alaska. La seconda denominazione del
Tepa - "teste puzzolenti" - spiega piuttosto bene di cosa si tratta. Le teste dei salmoni vengono chiuse in una botte (talvolta anche con le
interiora) e sepolte sotto la terra per una o più settimane. Le "teste
puzzolenti" si mangiano crude e non vengono considerate come prelibatezze,
ma sono soprattutto un modo per utilizzare interamente il pesce, non
disdegnando nessuna sostanza nutritiva che si riesce ad ottenere.
Sangue e latte - Africa
Se in
Russia dire che una persona è "sangue e latte" significa che è in
ottima salute, in Africa questo modo di dire viene preso alla lettera. In
alcune tribù, in particolare fra i Masai, è sempre molto importante trovare dei
modi per sopravvivere. La mucca in Africa è una risorsa importantissima per
essere uccisa solo per la carne, allora viene estratto il sangue in modo che
non ci siano danni per l'animale. Viene mescolato con il latte e questo sangue
da alle tribù africane tutto il nutrimento necessario per la vita durante la
siccità e nei periodi in cui non c'è possibilità di trovare altro cibo.
Frittelle di sangue - Svezia - Finlandia
In
pratica si tratta di semplici frittelle, solo che al posto del latte c'è del
sangue fresco. Talvolta si mangiano con carne di maiale o di renna arrosto. In
realtà questo piatto è strano più che disgustoso, sia alla vista che al gusto
somiglia molto al sanguinaccio.
Tofu di sangue - Cina
Generalmente
il sangue finisce nelle preparazioni di molti cibi in moltissimi paesi del
mondo, ma dal punto di vista dell'originalità gli asiatici battono tutti. In
Cina e a Hong Kong è molto diffuso il cosiddetto tofu di sangue, preparato
cuocendo a fuoco lento il sangue di animali (in genere maiale o anatra). Come
risultato si hanno dei panetti gelatinosi che vengono tagliati a pezzi e consumati
nelle zuppe o stufati con le verdure.
Bruchi Mopane - Africa
Grossi
e verde scuro, i bruchi delle farfalle Saturnidi sono molto preziosi e, ancora
più importante, sono una fonte gratuita di proteine per gli abitanti di molti
stati africani. I bruchi vengono raccolti sugli alberi Mopane e bolliti o
essiccati al sole. Nell'Africa del Sud, dove i bruchi sono considerati una
prelibatezza, vengono allevati in fattorie e spesso vengono serviti anche nei
ristoranti.
Zuppa di pipistrello - Indonesia - Palau
Questo
piatto non si differenzia molto dalle zuppe tipiche asiatiche, anche
perché si cucina con il pipistrello, che ha un gusto molto neutro. Ma la
particolarità della ricetta è che si cucina con il pipistrello intero, completo
di ali, denti, peli e artigli. Anche in alcuni paesi del Sud Est Asiatico e
nelle regioni americane affacciate sull'Oceano Pacifico la carne di pipistrello
è usata per numerosi piatti, ma non in modo così brutale, visto che viene
privata dei peli e delle altre parti.
Gelato Royal Baby Gaga - Inghilterra
E, come bonus, qualcosa che non ha nulla di terribile. In effetti
l'abbiamo provato tutti (si, anche voi!), ma forse sotto un'altra forma. Nella
primavera del 2015 la fabbrica londinese The Licktators ha prodotto una partita
di gelato fatto di latte materno. In ogni senso, un vero e proprio "gusto
dell'infanzia", prodotto in occasione della nascita del secondo figlio del
Principe William e di Kate Middleton. Non estremo come gli altri nella lista,
ma di sicuro insolito.
Allora che ne dite di queste ricette avete coraggio di provarle???