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10 novembre 2014

Record animale












Se esistessero dei Giochi Olimpici per animali, chi deterrebbe il record mondiale?


Sicuramente il falco pellegrino, è famoso per la sua velocità, che supera i 322 km/h durante il caratteristico tuffo, che fa di lui sicuramente il membro più veloce del regno animale.



Il ghepardo è sicuramente il quadrupede più rapido: velocità al suolo tra i 112 e i 120 km/h, di gran lunga superiore a quella di qualsiasi animale, con brevi spinte copre distanze fino a 500 metri oltre alla capacità di accelerare da 0 a più di 100 km/h in soli 3 secondi.


Le sphingidae, o sfingi, come sono più comunemente note, sono considerate la famiglia di insetti volanti più veloci.

Alcune specie possono volare a più di 50 km/h e hanno un’apertura alare di 35-150mm.

Delle sfingi è stato studiato il volo, in particolare la loro abilità di muoversi rapidamente da un lato all’altro mentre si librano, la cosiddetta “oscillazione in sospensione”.


Lo struzzo, un grosso uccello che non vola, originario dell’Africa, ha un aspetto molto particolare, col suo collo e le zampe lunghe.

Queste zampe permettono al più grande uccello esistente (e che depone l’uovo più grande), di toccare velocità pari a 70 km/h.


La Ctenosaura, o iguana nera, ha dimensioni (lunghezza totale, inclusa la coda) che vanno da 25 cm. fino a più di 1 metro, e scaglie appuntite sulla coda.

Il record mondiale di velocità in corsa per le lucertole (34,6 km/h) è stato raggiunto dall’iguana nera del Costa Rica.


Può stupire che siano i levrieri i cani più veloci sul pianeta.

La combinazione di zampe lunghe e potenti, petto alto, colonna vertebrale flessibile e corporatura snella permettono ai levrieri di raggiungere velocità massime superiori a 18 metri al secondo, cioè 63 km/h.


Gli istiofori sono i pesci più veloci al mondo, e la cosa più straordinaria è che possono stare al passo con i ghepardi a terra.

Questi pesci, che si trovano nelle zone più calde di tutti gli oceani del mondo, possono nuotare a velocità di 112 km/h.


Mentre la tigre corre a 52 km/h


la volpe raggiunge i 50 km/h


il cavallo arriva a 96 km/h.


A confronto l’uomo è nella fascia medio bassa della classifica, infatti raggiunge solo i 37 km/h


e sono moltissimi i mammiferi che lo battono in corsa. 











6 ottobre 2014

Sbadigli a quattro zampe










Anche gli animali, come noi esseri umani, si annoiano e sbadigliano ed in alcune occasioni lo fanno in maniera così intensa e naturale da ricordare in tutto e per tutto i nostri atteggiamenti.

Molti fotografi si sono dilettati a carpire immagini che dimostrassero questa divertente abitudine che accomuna animali ed esseri umani.


La rivelazione sulla noia degli animali è stata fornita da una ricerca canadese che ha dimostrato come, oltre all’uomo, anche altri esseri viventi del creato provano la sensazione di fastidio che spesso accompagna la nostra vita, un senso, insomma di malessere.



Ad esempio il cane se è annoiato, oltre a sbadigliare, come fanno anche tantissimi animali, si lecca le zampe insistentemente.

A seconda del contesto lo sbadiglio del cane può anche indicare tensione o uno stato di irrequietezza generale.



Lo sbadiglio è contagioso non solo negli esseri umani, ma anche tra le scimmie.

E’ un meccanismo rapido, inconscio e pervasivo che, come nell’uomo, avviene entro il primo minuto ed avviene più frequentemente tra chi si conosce bene, ovvero parenti e amici.



Per quanto riguarda i gatti è stato stimato che sbadigliano sia per noia che a causa dei bassi livelli di ossigeno nel sangue.



In altri felini come il leone e la tigre lo sbadiglio denota anche un rilascio di energia che aiuta l’animale a distendersi.





La iena durante lo sbadiglio mostra i denti simulando un atto aggressivo, ma, in realtà, è soltanto un modo per scaricare la tensione e permettere al corpo di rilassarsi, spalanca la bocca, emette strani suoni prendendo, nel contempo, una grande quantità di ossigeno.



L’orso polare, il grande urside bianco del mar Glaciale Artico, trascorre in letargo i mesi più freddi dell’anno e, quando si risveglia, dopo un lungo sbadiglio, è pronto per riprendere a gironzolare sul territorio.




Per concludere lo sbadiglio è un atto comune a tutti e denota diversi stati dalla noia, alla fame, al bisogno di relax.










3 giugno 2014

La creazione









In un tempo molto, molto lontano, un tempo così antico che anche le rocce più vecchie non ne conservano traccia, il Creatore di tutte le cose convocò presso di sé le diverse categorie di spiriti che aveva deciso di destinare alla Terra.


Ad ognuna chiese di formulare il più grande dei suoi desideri, al fine di procedere ad un’equa ripartizione delle specie.

Un buon miliardo di stelle nacquero e morirono mentre i diversi clan ponderavano con cura la delicata questione.



Infine ciascuno espresse la propria aspirazione dando libero sfogo ad ambizioni e sogni.

“Vogliamo l’onnipresenza e l’invisibilità” dissero i primi.


Nacquero così batteri, virus e microbi.




“Noi desideriamo la fortuna!”

E presero forma le ostriche perlifere.



“Noi vogliamo soggiogare il mondo”.

Il Creatore allora generò i vermi e tutta la brulicante popolazione sotterranea alle quale le altre specie, inesorabilmente,avrebbero finito per il consegnare le proprie spoglie.




“Noi chiediamo soltanto la virtù della pazienza.”

E vide la luce il ragno.


Taluni vollero l’eloquenza e furono trasformati in pappagalli.


Altri, l’alta finanza, e il Creatore, riempì gli oceani di pescecani.


Altri ancora avevano una fortissima inclinazione alla convivenza sociale, lo pregarono di accordare loro la perfetta uguaglianza.

Furono pecore.



Certuni chiesero il talento di misurare con precisione vaste distese e ampi territori.

Il Creatore li fece cammelli le cui gobbe non sono altro che l’emblema del loro innato bernoccolo per le scienze esatte che permette loro di attraversare gli immensi deserti terrestri senza mai smarrirsi.




Altre richieste erano venate di poesia.

“Desideriamo diffondere la voce del vento ed imparare l’alfabeto dei fiori.”

E le farfalle colorarono i cieli.



“Noi saremo gli eterni amanti della Luna, a lei soltanto intoneremo i nostri canti sconsolati.”

Il Creatore generò i lupi.




Taluni spiriti originali e senza dubbio un po’ pazzi affermarono:

“Noi vogliamo essere ammirati da tutti.”


Dio creò i pavoni.



Alcuni spiriti particolarmente rumorosi e inquieti si alzarono in piedi per pretendere con tono altezzoso un quoziente intellettuale eccezionalmente brillante e superiore agli altri.


Malgrado l’arroganza di una simile richiesta, il Creatore si strofinò il suo unico immenso occhio e creò gli uomini.




Rimaneva, un po’ in disparte, un piccolo clan di spiriti, stranamente silenziosi che osservavano la scena con un certo divertimento.

“E voi,che cosa desiderate? Parlate senza timore.”


La risposta giunse tra un mormorio soffuso.

“La saggezza, o nostro Signore.”


Fu così che apparvero i… gatti!”





14 giugno 2011

Le sorprese degli animali










Madre Natura riesce a stupirci sempre e stavolta dimostra di sapersi divertire, a tutto vantaggio di chi si ferma a osservarla.




Uno stormo di fenicotteri rosa, fermo in acque basse e pescose, è già di per sé uno degli spettacoli naturali più famosi e fotografati al mondo.




Ma questi, in sosta per nutrirsi del microplancton cui si deve il colore rosa delle piume, hanno formato l’immagine di un gigantesco fenicottero.

E il fotografo Bobby Haas, che stava sorvolando in elicottero la costa messicana dello Yucatan, non si è limitato a guardare.




Diffusi un tempo in tutto il mondo, ora i fenicotteri sono assenti da Australia e zone asiatiche.

Ma sono presenti in Italia... mesi fa una cinquantina di nidi sono stati censiti dagli ornitologi nelle aree di Pachino, Cuba e Longarini (Sicilia).

In queste zone i migratori si fermano a svernare ed è facile osservarli.




Ma le sorprese non finiscono qui.

Avreste mai pensato di imparare lo yoga da... Yoghi?




In realtà, l’orsetta bruna in questione si chiama Santra e questi sorprendenti minuti di esercizi yoga, fatti al mattino per sgranchirsi dopo un sonnellino, sono stati colti dall’obiettivo del fotografo dilettante Meta Penca, in visita nell’ampia zona riservata agli orsi dello zoo finlandese di Ahtari.




Lui li ha intitolati “Scordatevi l’orso Yoghi” e, in effetti, l’orsa Santra “in carne e pelo” batte in simpatia il ben noto orso dei cartoni.




Infine, dalla Georgia del Sud, nell’Oceano Atlantico meridionale, un vero paradiso degli uccelli: è la sciata di un gruppo di pinguini macaroni, alti solo 70 centimetri e parenti stretti del pinguino reale ad attirare l’attenzione.




Si muovono in fila, attraversando il ghiacciaio innevato in diagonale, come un gruppo di provetti sciatori.

Con movimenti perfetti bilanciano il peso del corpo lungo il pendio.




Queste foto ci fanno ricredere sul loro stile di vita, prettamente marino: d’accordo non sanno volare e si tuffano in apnea fino a 200 metri...




ma secondo me hanno un futuro anche come maestri di sci...













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Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
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E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
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La stessa passione che dà
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che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
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