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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!

19 luglio 2010

Cinquecento











Le prime automobili del ‘900 furono le Balilla, riservate davvero a pochi privilegiati.

Poi, con il dopoguerra e i primi segnali del boom, arrivarono le Millecento, le Seicento e, soprattutto le amate Cinquecento.





Le Millecento furono il simbolo di una nuova libertà per le famiglie, finalmente approdate a comode vacanze senza faticose trasferte in pullman e in treno.


Si partiva per la villeggiatura con la macchina strapiena, sormontata da una montagna di valigie pericolosamente accatastate sul portabagagli, e coperte con una vecchia tela incerata.


Se si faceva un po’ di turismo, il lunotto posteriore si riempiva di adesivi con il nome delle località, mentre sul cofano si applicava una bella “I” di plastica da sfoggiare all’estero.


Le targhe indicavano le città di appartenenza della vettura, per la gioia dei bambini che viaggiando sul sedile posteriore si divertivano a contare le macchine targate Mi (Milano) o Na (Napoli) o con le sigle di altre città.

La più facile era la capitale, con la scritta per intero Roma, che all’estero incuriosiva molto.


Le Seicento piacevano a tutti: costavano poco e per gli appassionati di velocità c’era anche la possibilità di truccarle con il motore Abarth, da provare sull’autostrada Roma-Napoli, nuova di zecca, con gite notturne cronometrate “da casello a casello”.


Ma il grande amore degli italiani furono le Cinquecento.

Esse segnarono un traguardo importante per l’emancipazione dei giovani, almeno per quelli più agiati, che non appena presa la patente entravano in possesso di questo meraviglioso giocattolo di lamiera che cambiava la loro vita, e quella dei loro amici, dato che in quel piccolo abitacolo ci si stipava anche in cinque.


Il motore a dire il vero era rumoroso e lo spazio angusto, e anche la carrozzeria aveva i suoi limiti: gli sportelli, per esempio, si aprivano controvento, e questa particolarità implicava uscite goffe e imbarazzate da parte delle ragazze, che cercavano di non dare spettacolo mentre scendevano dal sedile posteriore dell’utilitaria, dove si accedeva con contorcimenti terribili, e da cui ci si sfilava con torsioni ancora più faticose.


Comunque sia, con quel giocattolo s’andava ovunque, dalla gita fuori porta al viaggio avventuroso fino a Capo Nord.


Ed è per questo che dei piccoli o grandi difetti i giovani non si accorgevano...











12 commenti:

  1. Ciao Paola, un bel post, ho amato la 500 in modo esagerato, a volte mi lasciava a piedi ma era uno sballo:-)
    Un abbraccio, le vacanze sono ancora lontano? Qui fino al 6 agosto non si parte e penso a quelli come te che lavorano con questo caldo assurdo, almeno avete l'aria condizionata?

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  2. mitica la Cinquecento!!!
    E bravi anche gli ing. che sono riusciti a rivisitare un mito tale e a crearne un altro. Cosa mica da nulla...

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  3. Ciao cara Paola,
    di 500 ne era piena la via dove abitavo da piccola ma noi abbiamo avuto una 750 e poi una 850. Tutte auto che han fatto storia e che sono piene di ricordi. Bel post, come sempre :-)
    Qui il caldo non da tregua, siamo sempre attorno ai 30/31 gradi ma almeno è qualche sera che verso l'ora di cena si alza un venticello leggero che spazza via l'umidità. E' già qualcosa!
    Un bacio e buon inizio di settimana.

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  4. Si ci divertiva con poco, oggi hanno tutto e sono insoddisfatti, io penso che un giorno ritorneremo al passato, perchè il futuro è bello, ci aiuta molto ma non ci fa felici, ciao Angelo.

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  5. Mio nonno ha avuto delle cinquecento per una vita e così ci sono affezionata, le altre automobili non ho mai avuto modo di "conoscerle" ma le trovo piene di fascino, a volte penso che mi sarebbe piaciuto vivere anche a quei tempi.
    Un abbraccio
    Sabrina&Luca

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  6. Carissima!!!
    che meraviglia la cinquecento!!!
    Noi l'avevamo colore bleu,mi piaceva tantissimo,
    solo,quando facevamo viaggi un pò lunghi,era
    faticoso,perchè piccola,e con tutta la famiglia!!
    Ne ho un bel ricordo...
    Ogni qual volta,che sento dire dalla FIAT,che costruiscono un auto nuova,spero sia una
    cinquecento degli anni 50/60.
    Simpatico questo post,molto estivo!!!
    Ciao bella!!!
    Senti caldo??? Io si'...
    A quando le ferie? Spero presto...
    Carissima,un abbraccio forte forte,ed una carezza,a Te e & CO,da Anna2.

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  7. Seicento e millecento le sole due macchine che ho "personalmente" conosciuto.
    La cinquecento che anche a me piaceva molto, non l'ho mai usata soltanto perchè, non mi vergogno ad ammetterlo, non sapevo guidarla e non sapevo fare una certa manovra con marce e pedali che aveva un nome strano, doppia...non lo ricordo.

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  8. Un'auto che è diventata un mito. Bene fai a celebrarla!

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  9. Prezioso reportage,complimenti

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  10. X Anna

    Carissima eccome ti capisco... pensa che la mia prima vettura è stata proprio la cinquecento... pensavo di non riuscire a guidarla per la famigerata doppietta... ma superata tale problematica... wowowowow... che goduria... hehehehehe
    Ovvio che successivamente mi sono proiettata in altre "linee e curve"...
    Oggi posso dire che la vecchia cinquecento è stata una grande compagna d'avventure!!!
    Eh si... Anna c'è un caldo boiaaaaaaaa... insopportabile per l'umidità altissima... ma che fare???
    Sopportiamo :-)))
    Le ferie sono ancora lontane... ma spero a breve di usufruirne di qualche giorno... giusto per staccare la spina!!!
    Ciao dolce Anna un caro abbraccio (umidiccio) per augurarti uno splendido weekend... baciotti a te e Co

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  11. Congratulazioni per il tuo blog, ho imparato molto e le tue foto sono molto belle ...
    Bye Mahon
    http://redcat-albumart-som.blogspot.com

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  12. Ciao carissima, come va?
    Un salto veloce per augurarti un buon week-end :-)
    Baci baciotti.

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