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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!

24 dicembre 2019

Natale 2019











Caro Babbo Natale,

vorrei che portassi un sorriso là dove c'è dolore,

amore dove c'è odio 

e

un mondo di speranza a chi si sente perduto.



Tanti auguri di Buon Natale 
a voi e alle vostre famiglie!!!







9 giugno 2019

Falsità














La gente falsa non parla, insinua. 

Non conversa, spettegola. 

Non elogia, adula. 

Non desidera, brama. 

Non chiede, esige. 

Non sorride, mostra i denti. 

La gente falsa è povera di spirito, poiché non cammina, striscia nella vita, sabotando la felicità altrui.

La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d'animo perché non ama, e così finisce per non vivere... 

esiste appena!!!



14 febbraio 2019

San Valentino 2019













L'Amore guarda non con gli occhi... 

ma con l'Anima!!!

Buon San Valentino a tutti gli innamorati!!!




24 dicembre 2018

Buon Natale 2018












(Alda Merini)




A Natale non si fanno cattivi pensieri
ma chi è solo lo vorrebbe saltare questo giorno.

A tutti loro auguro di vivere un Natale in compagnia.


Un pensiero lo rivolgo a tutti quelli che soffrono per una malattia.


A coloro auguro un Natale 
di speranza e di letizia.


Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.


Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.


Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.


A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.




14 ottobre 2018

Dichiarazioni al chiaro di luna








Com’erano romantici, gli innamorati del ‘900.

All’inizio del secolo, il pudore imperante non permetteva grandi effusioni, e i fidanzati dovevano accontentarsi di occhiate furtive, e nell’imminenza del matrimonio di qualche passeggiata mano nella mano, sotto l’occhio vigile di fratelli o sorelle mandati al seguito dei fidanzatini da genitori sospettosi.


Una vitaccia, insomma, anche se quella intimità negata contribuiva a dare agli idilli un alone di mistero che rendeva ancora più romantica l’atmosfera.

Non parliamo poi degli amori di guerra.
La situazione drammatica colorava di tinte ancora più forti i palpiti d’amore, e le fidanzatine dovevano davvero forzarsi per resistere alle tentazioni, quando un abbraccio poteva essere l’ultimo…


L’unica consolazione di questi amori forzatamente casti era lo scambio di lettere e bigliettini.

Nei casi più difficili, quando l’idillio era osteggiato dai genitori, lo scambio di messaggi avveniva furtivamente, con la complicità di fratellini prezzolati o di amiche compiacenti e i bigliettini, doverosamente accartocciati, venivano recapitati con sotterfugi vari, che rendevano ancora più emozionante la lettura delle romantiche frasi d’amore.


Se la situazione non era così critica, c’era lo scambio di lettere, con lunghe e sofferte dichiarazioni, frasi più o meno retoriche, baci stampati sul foglio con il rossetto e lacrime che rigavano le pagine…


Al romanticismo degli innamorati faceva da contorno una quantità di canzoni strappacuore, con note struggenti e parole dolci, che facevano colonna sonora ai battiti del cuore, mentre anche l’industria cinematografica contribuiva all’immaginario idillico con i grandi amori dello schermo, da Vivien Leigh e Clark Gable in “Via col vento” a Liz Taylor e Richard Burton in “Cleopatra”.


Nella seconda metà del ‘900 non c’era più il clima poliziesco d’inizio secolo, e alle coppiette era permesso un pò d’intimità, anche se con moderazione, ma con gli anni della contestazione, del femminismo e della caduta di molti tabù, queste svenevolezze tra innamorati caddero in disuso, e le generazioni nate nel dopoguerra cominciarono a considerare le smancerie qualcosa di retorico e di irridi abilmente superato.


Così, niente più sospiri e languori, per non parlare delle passeggiate con fratellini al seguito; le ragazze sessantottine volevano sentirsi libere e protagoniste del proprio destino, e non accettavano più il ruolo di fanciulla messa su un piedistallo.


Niente più lettere e messaggi: l’amore epistolare era roba vecchia, e per mantenere i contatti si faceva una bella telefonata… 





divisori

14 febbraio 2018

San Valentino 2018











Quando la mano di un uomo

tocca la mano di una donna,

entrambi toccano il cuore dell’eternità.


(Kahlil Gibran)



Con questa stupenda poesia 
auguro a tutti gli innamorati uno strepitoso
San Valentino!!!






23 dicembre 2017

Natale 2017








Oltre gli auguri, è bene ricordare le tradizioni con le quali nei paesi di tutto il mondo si festeggia il Natale e con cui i bambini aspettano Babbo Natale, probabilmente la parte più bella di questa festa.


In Inghilterra ad esempio è tradizione preparare le caratteristiche “mince pies”, ovvero tortine tradizionali ripiene di frutta secca, uvetta, canditi e rum, accompagnate da un bicchierino di sherry, il tipico liquore alla ciliegia della Gran Bretagna.


In Irlanda ogni finestra della casa deve essere decorata con un agrifoglio e una candela per Maria e Giuseppe, in un paese dalla profonda tradizione cattolica.


In Messico vanno in scena invece le caratteristiche processioni, le Posadas


mentre in Danimarca i bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per aspettare appositamente Babbo Natale.


mentre in Danimarca i bambini si travestono da folletti, vestiti di rosso con i cappelli a punta, per aspettare appositamente Babbo Natale
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12 luglio 2017

Foto di classe










Avvertivano qualche giorno prima: il bidello faceva il giro delle classi per dire che il fotografo della scuola sarebbe venuto il tale giorno per fare le foto di fine anno.

Tutti gli scolari si ripromettevano di essere presenti per quella data, e le ragazze si facevano stirare il grembiule.


Poi, il giorno prescelto, si scendeva nel cortile della scuola, dove il fotografo aveva già predisposto un angolo strategico, sfruttando gradini e muretti per sistemare gli scolari in modo che tutti si vedessero bene nella foto: davanti i più bassi, dietro gli alti, e in mezzo, graziosamente seduti, il preside e la “prof” di lettere.

C’era una certa solennità nei preparativi, anche se qualche spiritoso minacciava di fare le corna sulla testa del compagno più basso.


Lo diceva, ma in realtà non osava, perché anche lui era conscio dell’importanza di quella foto che fermava nel tempo un’epoca e che sarebbe stata conservata per tutta la vita.

La “prof” di lettere si metteva un velo di cipria che, a dire il vero, non migliorava molto il suo aspetto di donna senza età e, nel mettersi in posa, reclinava un po’ la testa cercando di apparire vezzosa, ma con scarsi risultati.


Il preside, che detestava quella corv­­ée di foto con tutte le scolaresche, se ne stava seduto con espressione torva e severa, tenendo le mani appoggiate sulle ginocchia.

Accanto alla coppia “preside-prof” c’erano le ragazze più bassine, in piedi o alcune volte sedute anche loro.

Sembravano un po’ emozionate da quella postazione attigua al potere, e i loro sorrisi erano piuttosto tirati, anche se qualcuna più disinvolta metteva un piedino in diagonale, per darsi un po’ di tono e per sottolineare la sua acerba femminilità.


Dietro, i sorrisi degli scolari erano più autentici perché i ragazzi si sentivano protetti dal gruppo, e anche se non osavano farsi le corna, qualche gomitata ci scappava.

Tra le ragazze più alte, confinate nell’ultima fila, c’era sempre la bella della classe, con il grembiule strategicamente sbottonato e i capelli sistemati secondo la moda del momento, con l’onda sull’occhio alla Veronica Lake o il tirabaci alla Gina Lollobrigida e, qualche anno più tardi, la cotonatura stile Brigitte Bardot.


“Fatto”, declamava il fotografo, e il gruppo si scioglieva, il preside si allontanava con aria altera, e la “prof” ordinava ai ragazzi di rientrare in classe, cercando di non fare baccano perché si era in pieno orario di lezioni.

Poi, qualche giorno dopo, le foto arrivavano; grandi e in bianco e nero, venivano distribuite e commentate in modo più o meno crudele, con i ragazzi che facevano la classifica delle più carine e delle più racchie e tutti ridevano dell’aria melensa della “prof”.

Infine, c’era la cerimonia delle firme da apporre sul retro, spesso con dediche più o meno colte, in pieno stile liceale.


E, finalmente, quelle foto erano pronte per il lungo e buio soggiorno in qualche cassetto, in attesa di essere guardate nel corso della vita con una nostalgia sempre più forte…











7 marzo 2017

La leggenda della mimosa









C’era una volta, nel tempo in cui uomini di mare affrontavano l’ignoto per spirito di avventura e di conoscenza, un popolo forte e coraggioso la cui caratteristica peculiare era il colore dei capelli .


Esso, a differenza di quello degli abitanti delle altre isole vicine, era del colore del sole.

Specialmente le donne, forti e bellissime, erano orgogliose di quelle nuvole d’oro che pettinavano per lungo tempo al giorno, inventando elaborate acconciature con trecce e nastri.


Ma i tempi erano difficili e, spesso, proprio mentre gli uomini del villaggio erano in mare per la pesca e per i loro commerci, l’isola di Rainhor veniva invasa e depredata dalle tribù nemiche.

E molto ambite erano le giovani donne dell’isola.


In uno di quei tristi giorni anche la dolce e bellissima Mihm, figlia del capo villaggio, cadde nella trappola tesale da un re nemico e venne rapita, insieme ad altre compagne, per far parte delle sue schiave.

Il fitto dedalo di scogli dell'arcipelago e l'ostilità dei luoghi, fornivano a quei malvagi un nascondiglio perfetto di cui, difficilmente, i loro soccorritori delle ragazze avrebbero potuto aver ragione .


La grotta dove erano state rinchiuse in attesa del loro triste destino, era accessibile solo dal mare, allorchè l’alta marea sommergeva la cavità d’ingresso, ben celata dagli arbusti che crescevano fin sopra gli scogli.

Aveva un unico condotto d’aria, che aprendosi sulla volta della grotta, sbucava sulla sommità di una collinetta brulla a picco sugli scogli.

Tutto intorno il mare con il continuo soffiare del vento e il rincorrersi di gabbiani gracchianti.


La giovane Mimh, forte nella sua agilità, era ben decisa a non arrendersi al suo triste destino e, incurante del pericolo, decise che avrebbe dovuto fare qualcosa per salvare se stessa e le sue compagne.

Fu così che chiese alle compagne di essere issata sulle loro spalle per potersi infilare nello stretto cunicolo e cercare aiuto dall’alto della collina; era infatti certa che i loro parenti, e soprattutto il suo promesso sposo, stessero cercando il nascondiglio per liberarle.


Con grande sforzo la ragazza riuscì a raggiungere l’apertura collegata all’esterno e con abilità e determinazione si infilò fra le rocce , incurante dei graffi che la roccia le procurava nel tentativo di raggiungere l’esterno.

L’ultimo tratto era anche il più stretto.

Il tempo sembrava non passare mai e Mimh sentiva già venir meno la sua resistenza quando, con un ultimo sovrumano sforzo, riuscì a sporgere la testa dalla cavità.



Da lontano vide le veloci barche della sua gente ma la sua testa affiorante dalla collinetta non poteva essere notata da così lontano!


Allora, consapevole della sua fine ormai prossima, si sciolse le trecce e i suoi lunghi capelli biondi cominciarono a muoversi nel vento come una bandiera.


Era il segno, l’indicazione che gli uomini stavano ardentemente cercando.


La fine della storia – racconta la leggenda – non fu lieta.

Le compagne di Mimh furono liberate, ma la coraggiosa ragazza morì soffocata dal suo stesso ardimento e quello stretto cunicolo divenne la sua stessa tomba.

Quando il suo promesso sposo si recò sulla collina per onorare il corpo della sua sfortunata sposa con una degna sepoltura, trovò al posto di Mihm una pianta dalle radici profonde e fortissime, e una grande chioma di fiori d’oro che si muovono al vento…..


Era la mimosa.







13 febbraio 2017

San Valentino 2017















Se guardi in cielo e fissi una stella

se senti dei brividi sotto la pelle

non coprirti

non cercare calore

non è freddo ma è solo amore.



(Kahlil Gibran)





Con questa stupenda poesia 
auguro a tutti gli innamorati un favoloso…







24 dicembre 2016

Natale 2016










La vita ci concede sempre una scelta, siamo noi a decidere quale essa sia, non è detto sia sempre quella giusta, ma è molto raro trovarsi davanti ad un senso unico.


Scegliete di vivere questo momento con un sorriso, anche se non sapete cosa vi aspetterà o quale possa essere il vostro futuro… 
sorridete alle persone che amate… 
vivete attraverso gli occhi dei bambini e godetevi questo stupendo periodo dell’anno… 
avrete sempre tempo per preoccuparvi… 
ma ora è il tempo per essere felici.



Buon Natale a voi tutti e a cui vorrete concedere un sorriso, perché esse, sono le persone che si meritano di essere felici insieme a voi.






Augurissimi!!!






26 settembre 2016

Pitture acriliche











Pensavo che fosse un pesce che nuotava nell’acqua.

Poi ho guardato meglio e sono rimasta senza parole.

Si trattava di pitture acriliche, totalmente realistiche, realizzate sotto diversi strati di resina.

Keng Lye… ciò che fa questo artista è davvero indescrivibile.


Questo pesce in realtà è dipinto sul fondo di un recipiente di legno.


E’ dipinto usando un metodo speciale.

Il corpo del pesce è tratteggiato attraverso diversi strati di resina così da creare un effetto tridimensionale.


Qui viene applicato il primo strato di resina.


L’artista aspetta che il liquido si indurisca.


Quindi il pesce, assieme a tutti gli altri piccoli dettagli, viene disegnato su questo strato indurito per creare un’illusione perfetta.


Quando il pesce è finito, e la pittura è asciutta, l’opera d’arte appare così…


Un ultimo strato di resina viene applicato.


In questo caso non per creare un effetto 3D ma per aiutare il colore a risultare più brillante.


Keng Lye non dipinge solo pesci ma anche altri abitanti del mare, come questo polipo che affiora a pelo d’acqua.


L’artista di Singapore davvero ci sbalordisce con le sue creazioni… il suo incredibile senso della prospettiva fa sembrare ogni creatura viva…  guardate un po’...











Non sono incredibili questi lavori???








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…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...


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