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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!

29 gennaio 2011

Vivere una favola















Nella speranza di...







Vivere una favola

(Vasco Rossi)



Guarda
guarda là...
guarda
la città

quante... cosa che...
sembrano più grandi
sembrano pesanti...
guarda quante!

Verità...
quante... tutte qua...
quante!

quanti che...
"corrono felici"

guarda nei prati
cosa non.... farei
io non voglio correre
e tu, non riderai...

cosa non...darei...
per stare su una nuvola...

oh...oh...oh............
oh...oh...
oh...oh...oh............

Grande la città
grande...
guarda là...
grandi... novità...

macchine veloci
"genti" più capaci
guarda... quante...
Società...

Quante?!...
non si sa.... oh! oh! oh...

Quanti... vincono
altri muoiono...

Io non lo so..?..!
cosa non... farei
io non voglio perdere!!!!
non ridere...
cosa non... darei
per vivere su un'isola...

Cosa non.... farei...
io non voglio perdere
non ridere...

cosa non... darei...
per vivere una favola...












24 gennaio 2011

Don Camillo e Peppone












Due famosi personaggi usciti dalla penna di
Giovanni Guareschi...

Don Camillo e Peppone.





E divenuti magia del cinema italiano degli anni 50/60, che con le loro vicende svoltesi nel piccolo paese in riva del po, Brescello nella provincia di Reggio Emilia, raccontano ideali contrapposti ma al contempo da un codice di valori condiviso che nel momento del bisogno li spingeva ad offrirsi aiuto reciproco.


Don Camillo interpretato da Fernandel, un parroco di campagna sanguigno in cui "esplodono" quotidianamente l’energia, il buon cuore, una fede semplice e viva, l’ironia e la saggezza che nascono dalla coscienza della forza, dei limiti e dei pregi propri e del "mondo piccolo" che circonda il sacerdote.


Peppone l’amico-nemico-compagno di sempre, gran lavoratore e padre di famiglia, guidato dalla passione politica e dal cuore, abituato a "masticare amaro" per le trovate di Don Camillo e lesto comunque nel contraccambiarle.


Caricature di un periodo storico difficilissimo e poverissimo come quello del dopoguerra italiano, in cui la passionalità che caratterizzava questa terra di origini contadine era la molla che spingeva a cambiare ed a ricercare strategie che fossero per tutti possibilità di riscatto.


Le radici cristiane comuni dei due amici-nemici diventano, davanti ai grandi problemi della vita, l’unità di misura alla quale nemmeno il comunista Peppone si sente di rinunciare.


Parte della nostra storia è raccontata in novelle che sono state magistralmente riprodotte...


Ma ora guardiamoci questa interpretazione di due indimenticabili attori...











18 gennaio 2011

Fiamma











Bocca voluttuosa

e labbra sensuali

percorrono la pelle...





Bocca avida

che mi abbraccia

in un'estasi...


e...

gocce di eccitazione

cadono su di me...


Il tuo respiro

entra fin dentro

le mie vene

e diventa fiamma

che inebria

il mio corpo...


Mani morbide

esplorano...

si insinuano


Dita flessuose

raggiungono i sentieri

del mio desiderio...


Un brivido scorre

sotto pelle...

droga di passione...


overdose d’amore...









13 gennaio 2011

Immondizia












“Hai foderato il secchio?”.

La domanda arrivava con tono imperioso dalla mamma o dal papa, e non c’era scampo.

Se non avevano già provveduto, ai figli toccava l’ingrato compito di prendere un vecchio giornale e, con un complicato gioco d’intarsi, foderare il vecchio secchio dell’immondizia che troneggiava in un angolo della cucina.





Per fortuna spesso era la cameriera (per chi se la poteva permettere) ad occuparsi della cosa, ma in sua assenza questo era uno dei piccoli oneri in genere riservati ai figli...

L’immondizia non era differenziata, nel ‘900, ma non era abbondante come adesso, perché non esisteva l’orgia di contenitori e di scatole di cartone e plastica di oggi.

La merce si comprava “sciolta”, a peso, e c’era sempre un via vai di “vuoti”, bottiglie che venivano portate dal vinaio che le riempiva direttamente dalla botte.


Così, il secchio si riempiva più lentamente, e ogni sera veniva messo fuori dalla porta di casa, con la certezza che l’indomani l’avevano trovato vuoto.

Chi lo svuotava?

Il netturbino, una specie di “uomo nero” vestito con il suo grembiulone scuro e con una grossa sacca di iuta sulla spalla, una specie di spazzacamino delle favole.


Di fiabesco, la sua vita doveva averne proprio poco, in realtà: saliva e scendeva faticosamente le scale del palazzo, svuotando a mano i vecchi bidoni dell’immondizia, in un afrore di cibi guasti che non doveva essere gradevole nemmeno per gli abitanti del palazzo.


Ricordano feste più o meno pretenziose in cui le ragazze vestite di tulle e strass scendevano le scale di palazzine borghesi attraversando pianerottoli guarniti di ficus ma tragicamente puzzolenti, con i bidoni della spazzatura bene in vista davanti ad ogni porta...

I netturbini travasavano ogni mattina i sacchi di iuta nei grossi camion della nettezza urbana, in una nuvola di polvere che lasciava nell’aria un odore acre, e poi salivano su un predellino e davano il segnale al pilota.


Era igienico, quel sistema?

Non molto, ma il senso dell’igiene nel secolo passato era piuttosto relativo: erano molte le case in cui si usava sgrullare dalla finestra la tovaglia per togliere le briciole che cadevano nei cortili accompagnate da qualche forchetta rimasta impigliata.


E il capodanno era poi l’occasione ideale per trasformare le strade in gigantesche pattumiere allo scoccare della mezzanotte si buttavano giù dalla finestra interi mobili, suppellettili di scarto, vecchi giocattoli e oggetti di ogni genere.

Catarsi di fine anno?


Si, ma anche un modo un po’ sbrigativo per disfarsi delle cose vecchie...





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8 gennaio 2011

Donna completa


















Donna completa,

mela carnale,

luna calda,

denso aroma d'alghe,

fango e luce pestati,

quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?



Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?



Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,

con aria soffocata e brusche tempeste di farina:

amare è un combattimento di lampi

e due corpi da un solo miele sconfitti.



Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,

i tuoi margini,

i tuoi fiumi,

i tuoi villaggi minuscoli,

e il fuoco genitale trasformato in delizia

corre per i sottili cammini del sangue

fino a precipitarsi come un garofano notturno,

fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.





(Pablo Neruda)










5 gennaio 2011

Befana 2011











In genere quando arriva l’epifania

si parla della befana...

della sua storia...

della sua origine...

dell’aspetto...

delle tradizioni ad essa correlate...

ma mai si è parlato del carattere

di questa “signora”

che non solo i bambini adorano...





E da alcune letture ho scoperto che la Befana

aveva un carattere proprio originale...

era una donna strana...

un pò stramba...

ed era molto contenta di poter diventare invisibile.


Infatti si divertiva molto...

quando puniva qualcuno senza essere vista.


Dovendo sempre sapere con la massima precisione

chi punire e chi premiare...

era costretta a conoscere tutti i fatti degli altri.


Così molti dicevano che fosse

una vecchia impicciona...

curiosa e pettegola.


Ed anche molto furba e lesta...

nonostante fosse tanto vecchia.


Quanti anni veramente avesse nessuno lo ha mai saputo.


Certo doveva averne tantissimi...

ma...

nonostante i suoi fossero trecento o quattrocento anni...

era ancora molto forte...

tenace e mai stanca.


Alcuni sostenevano che amasse molto

le allegre compagnie...

le feste e i balli

e che anzi fosse una perfetta ballerina.


Ma la Befana era...

nel medesimo tempo...

un pò fata e un pò strega.


Da buona fata era generosa

e affettuosissima con i bambini buoni

che cercava di premiare nel modo migliore.


Da brutta strega...

quando doveva punire i bambini capricciosi...

diventava brontolona...

severa...

scorbutica e dispettosa.


Ma pur se così terribile nel suo aspetto...

la Befana...

salvo casi straordinari...

usava sempre i suoi grandi poteri a fin di bene...

correggeva...

educava e riprendeva i bambini...

esortandoli al bene e al comportamento esemplare.



Comunque sia...

auguro a tutti...












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…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...

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