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Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!

30 agosto 2010

Silenzio e rumore










Il silenzio è un amico

che ci prende per mano...





e ci accompagna nelle profondità

della nostra anima...

ci fa sentire gioia

e dolore...


Ma...

esistono

respiri che abbracciano...

quando sei con me!


Sorrisi che sfiorano...

quando sei nei miei pensieri!


Pelle che parla...

quando lasci la tua essenza!


Mani che accarezzano...

quando lasci il tuo sapore!


Occhi che toccano...

quando resta la tua immagine!


Silenzio...

così presente ma fugace

che si allontana nella notte

come un sogno...


Si...

è proprio vero l’amore fa rumore!!!








26 agosto 2010

2° Anno Blog
















Avere un blog è come avere un giardino...

c’è chi se ne prende cura

come un piccolo fazzoletto di terra...

scegliendo quali fiori piantare...





limitatamente al tempo che si può dedicare...

lasciandolo ammirare a tutti

condividendo i momenti importanti...

e chi invece lo lascia sbirciare

solo da dietro le inferriate...




Alcuni riescono anche

a farlo diventare la propria professione...

a tempo pieno...

magari facendosi pagare

per installare piccoli cartelli pubblicitari...




Chi invece ritaglia frammenti di tempo

con i quali abbellire e decorare...


Ma sicuramente

ognuno visita il giardino dei propri amici

per ammirare piante più belle

e commenta gli accostamenti

che vanno di moda...




Se qualcuno

semina una pianta infestante...

tutti quanti la troveranno nelle loro aiuole...


Questa pianta si chiama “premio”...




Comunque sia...

oggi il mio blog compie 2 anni...

sembrava ieri che cominciavo a scrivere

i miei primi passi in cerca di “esplorazione”...

e sono ancora qui...

felice di mettere 2 candeline sulla torta...




ed esprimere tutti i miei desideri



Auguri “Polvere di Stelle”











23 agosto 2010

T'amo


















Non t'amo come se fossi rosa di sale...

topazio o freccia di garofani

che propagano il fuoco...

t'amo come si amano certe cose oscure...

segretamente... entro l'ombra e l'anima.


T'amo come la pianta che non fiorisce

e reca dentro di sé... nascosta...

la luce di quei fiori...

grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

il concentrato aroma che ascese dalla terra.


T'amo senza sapere come...

né quando né da dove...

t'amo direttamente senza problemi né orgoglio...

così ti amo perché non so amare altrimenti


che così...

in questo modo in cui non sono e non sei...

così vicino che la tua mano sul mio petto è mia...

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.



(Pablo Neruda)

Tratto da cento sonetti d'amore









16 agosto 2010

Vestiario









L’utilizzo del vestiario usato durante il ‘900 era un fenomeno del tutto interno alla famiglia.

Il cappottino buono del primogenito passava regolarmente al fratello minore, e poi via via a scalare a quelli più piccoli.

L’indumento usciva dalle mura domestiche solo quando cominciava a stare stretto all’ultimogenito, per passare ai figli del portiere o del verduraio, o ad altre famiglie che ne avessero bisogno.





Analoga sorte aveva il vestitino buono della figlia, destinato ad essere indossato indifferentemente da sorelle magre o rubiconde, alte o basse.

Infatti era facile vedere bambini con cappotti lunghi fino alle caviglie o bimbe infagottate in abiti più grandi di loro.


Ogni tanto ereditavano indumenti anche gli adulti, magari una pelliccia della nonna defunta o lo smoking dello zio vanitoso e, in occasione di matrimoni o cerimonie, il prestito di abiti e accessori era frequentissimo.

Ma a parte queste utilizzazioni familiari, indossare indumenti usati era la prova tangibile di uno stato di indigenza.


La merce venduta in qualche bancarella dell’usato a margine dei mercati, era considerata per i poveri del quartiere.

Questo fino agli anni ’70, momento di svolta di tante tradizioni.

In quegli anni imperava il desiderio di mandare all’aria tutta la moda leziosetta del decennio precedente.


Per venire incontro a questa “iconoclastia” del benessere, cominciarono ad arrivare le balle.

Che non errano delle bugie, ma degli enormi contenitori sbarcati a Livorno o a Napoli, e provenienti dalla Germania e dagli Usa.

Contenevano quintali di vestiti usati, camicette, federe di cuscini, giacche da donna e da uomo, un universo di abbigliamento improvvisamente riversato su un’Italia non indigente, ma vogliosa di ribaltare le regole del perbenismo.


Battaglioni di femministe cominciarono, così, a riversarsi nei mercatini e nei primi negozi dell’usato, che nascevamo come funghi.

Là, si aveva la sensazione di addentrarsi in un paese misterioso: vestiti di lustrini, mantelle ricamate e una serie infinita di federe con scritte beneauguranti in lingua tedesca ricamate da lontane fraulein che mai avrebbero immaginato che i loro lavoretti finissero in mani femministe e rivoluzionarie...


Usato è bello, insomma: una moda concorrente che lanciava uno sberleffo alle costose maisons de counture.

Ma dopo le rivoluzioni arriva sempre il riflusso e, con gli anni ’80, cominciò la caccia all’indumento griffato, nuovo di zecca e debitamente costoso.


E i vestiti usati delle signore di Amburgo o del Connecticut tornarono in soffitta...


almeno per qualche decennio.









10 agosto 2010

Notte di San Lorenzo 2010










Si avvicina l’incanto delle stelle che cadono...


Sono come i cerini...

s’infiammano subito e subito si spengono...


Il loro percorso è fugace...

magico...

istantaneo...





Il desiderio dev’essere

pronto in mente per esprimerlo...

altrimenti...

se stai a pensarci su...

l’incantesimo è già passato...


Certo però...

ogni stella che cade

si fa carico del desiderio di milioni di persone

che la stanno guardando in quello stesso momento...


E che non è uguale per tutti...


Una bella responsabilità...


Come può un frammento stellare decidere chi accontentare?


Mistero!!!


Mi domando...

la piccola briciola...

frantumandosi nell’atmosfera terrestre...

nei suoi ultimi istanti...

cosa penserà?


A chi penserà?

A chi regalerà il suo potere?

A chiunque ci creda... immagino!!!


Perché il realizzarsi di un desiderio

dipende dall’intensità con cui vogliamo che si avveri...


Perché dobbiamo credere al nostro sogno con forza...

con tutto noi stessi...

allo stesso modo con cui crediamo

che la polvere di stelle possa accontentarci!!!


Stasera tutti a naso in su...


vedremo che il cielo è popolosissimo!!!









2 agosto 2010

Ninfea











Questa vicenda accadde molto tempo fa, quando sulla terra tutto era ancora incontaminato.

Le persone si amavano e rispettavano gli animali.





I Pellerossa vivevano felici su questa terra benedetta dagli dei.

Trascorrevano il loro tempo a cacciare e a pescare.

Spesso, di sera, i giovani, riuniti in gruppo, contemplavano le stelle.


Pensavano che fossero le dimore degli Spiriti buoni e generosi che avevano concesso loro tutti quei magnifici doni.

Una sera, si accorsero che una di queste stelle, particolarmente luminosa, sembrava essersi avvicinata alla terra.

Poi constatarono che ogni notte si avvicinava un pò di più.


Una sera, si posò sopra i grandi alberi della foresta vicina.

I giovani, curiosi, si affrettarono correndo per vederla.

Al loro ritorno, riferirono ai saggi delle tribù che la sua forma ricordava le ali di un uccello.


La stella poteva anche essere il presagio di una disgrazia, ma infine conclusero che un astro così bello non poteva essere nefasto.

Immaginarono invece che desiderasse attirare l'attenzione degli uomini.


Dopo qualche mese, un giovane della tribù fece un sogno.

vide accanto a sé una ragazza di rara bellezza, vestita di bianco.

"Giovane uomo - gli disse - ritengo che la terra dei tuoi avi sia così bella, con i fiori, gli uccelli, i laghi e le foreste, che ho deciso di lasciare le mie sorelle e di venire ad abitare tra voi.

Chiedi ai saggi della tribù cosa è necessario che io faccia".


Quando il giovane raccontò il suo sogno, tutti capirono che si trattava della stella.

Cinque giovani Indiani, forti e valorosi, furono scelti per andare incontro alla stella e quando la videro scendere verso di loro le diedero il benvenuto.

La stella accettò la sacra pipa e seguì i suoi nuovi amici fino al villaggio.


A partire da quel giorno, era possibile vederla tutte le notti sopra i tee-pee, dove si tratteneva fino all'alba.


Con le sembianze della bella ragazza, apparve ancora in sogno al giovane Indiano e gli disse.

"Il mio più grande desiderio è di vivere tra voi.

Che forma devo assumere e dove posso posarmi?".


I saggi fecero sapere alla loro nuova amica che era libera di scegliere e il luogo e la forma che più l'avrebbero resa felice.

La stella scelse dapprima la forma arrotondata di una roccia, ma, essendo troppo in alto, si ritrovò isolata e nascosta agli occhi degli uomini.


Poi si trasformò in un fiore della prateria, ma comprese ben presto che i cavalli avrebbero potuto schiacciarla mentre correvano.


Allora, ebbe l'idea di vivere sul fiume, sugli stagni e sui laghi.

Infatti, avrebbe potuto vedere i bambini mentre giocavano sulle sponde e gli uomini a bordo delle canoe.

Sarebbe rimasta sempre accanto a loro.


Così dal giorno dopo, all'alba, tutti poterono vedere centinaia di ninfee di un candore immacolato, disseminate sui corsi d'acqua e sui laghi.


Gli Indiani, meravigliati, riconobbero immediatamente la loro amica stella e furono contenti


di poterla avere sempre vicino a loro sotto forma di ninfea.









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…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...

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