Informazioni personali

La mia foto
Beh... la premessa è... i ladri nn possono rubare l'amore... ma spesso l'amore rende ladri... Cercate di vivere la vita e goderne della sua felicità... e poi... se vi stuzzica la curiosità... seguitemi!!!

30 settembre 2008

Attimo








Fulmineo l'istante che mi avvolse...

per un solo attimo tutto mi è parso diverso...

Il suo riflesso accecava la mia mente...

L'occhio talmente stolto non se ne accorse...

i pensieri che sciolsi...

gli erano indirizzati...



La mia bocca inebriata da insolite frasi che mai avevano conosciuto il suo passaggio...

Le mani tremanti trovarono riparo...

dove lontane da sguardi curiosi potevano muoversi liberamente...



Fatica fu mantenere il mio corpo disteso che cercava in ogni modo di racchiudersi in un solo cumulo di carne...

scosso da parte a parte...

quando il suo profumo avvolse il mio viso...

la sua pelle...

al posarsi sulla mia divenne rovente...



tutto passò...

veloce...

le mani libere di mostrarsi...

la mente vuota...

il cuore aperto...




29 settembre 2008

Trasgressione








Il fascino della trasgressione
(sedurre o farsi sedurre)
la più classica delle tentazioni è sempre stata e rimasta il tradimento.
E’ banale, ma val la pena ripetere che si può resistere alla tentazione, all’esercizio seduttivo, alla trappola costruita ai nostri danni o cedere, quasi con un senso di liberazione, sapendo che si sta cedendo e si è lieti di farlo.
Ognuno è diverso, ovviamente, e poi comunque non è detto che si resiste una volta si resisterà sempre, che se si crolla si crollerà sempre.
Anche sulla motivazione della resistenza le cose cambiano.


C’è chi è portato a resistere perché non vuole avere sensi di colpa; perché si sente troppo legato a un’altra persona e allora non si capisce nemmeno perchè si ponga il problema; perché teme che cedendo possa capitargli qualcosa di grave; perché ha paura di essere inadeguato alla chiamiamola tentazione che gli viene proposta.
Non tutti gli uomini sanno dire le bugie, non tutti gli uomini sanno, come suol dirsi, tenere i piedi in due staffe.
C’è chi per esempio al momento cede a una tentazione e il frutto della tentazione si solidifica, mette radici, vive l’affanno della doppia esistenza.
Taluni patiscono addirittura il doppio pranzo o la doppia cena.
Molte persone consumano qualsiasi bugia e non sono perciò in grado di cedere alle tentazioni in quanto capaci di vivere senza balle.
Tutto ciò per dire che si può resistere, se lo si crede giusto e se ci si immagina capaci di farlo.



Ma si deve anche mettere in conto che si può cedere perché l’uomo è debole, fragile e il lasciarsi andare talvolta assomiglia a quell’ottovolante mozzafiato sul quale viaggiammo da ragazzi e che poi non siamo più riusciti a prendere.
Cedere o resistere attiene alla vita e quindi vanno rispettati quelli che resistono e poi cedono, quelli che cedono sempre e quelli che non cedono mai.
Tradire è ormai diventato un tale luogo comune da provocare effetti riflettenti di noia invece che di scandalo…
Ovvietà…
Non più detonatori di sensi di colpa e frustrazioni.
Sorrido e immagino che trasgressione ora sia mangiare una tavoletta di cioccolato e non un amante trasgressivo…
Bello remare controcorrente…
e pensare ancora che il tradimento quando si è vittime fa soffrire ancora.



(Troppo precaria altrimenti la capacità di aderire alla realtà).





28 settembre 2008

Anima gemella






Fino a qualche anno fa per me era utopia!

Non tanto perché era impossibile riuscire a trovare l’altra metà della mela: il mio alter ego al maschile.



Tutto questo solo per incoraggiare tutti coloro che si sono dati per vinti e non credono di poter incontrare l’anima gemella.

“Arriva quando meno te l’aspetti!”
tutti mi dicevano.

Frase fatta.

Retorica.

Invece è proprio così.

Nel momento in cui ci si rilassa, si è veramente se stessi e magari c’è qualcuno che è pronto ad accettarti per quello che sei ed entra nella tua vita e nemmeno te ne accorgi…

Un fulmine a ciel sereno che ti scuote la vita e più ancora il cuore.




Ti batte con ritmo irrefrenabile.

Si sciolgono i freni inibitori e ti doni ad un altro essere umano.

Dare e avere.

Non puoi pretendere di avere senza dare.

Bisogna donarsi e dedicarsi completamente a un’altra persona senza limiti.

E’ questo il vero amore.

L’amore della mia vita.

Le parole sono banali a volte per raccontare un sentimento vero e intenso, ma con semplicità e spontaneità, chiudendo gli occhi continuo a sognare di incontrarlo.


27 settembre 2008

Immortale















 
IMMORTALE




Quando il tempo era vivo
e potevo toccarlo
con dita profumate di bimba
non respirando ancora
quel suo aroma amaro,
quando poi mi baciò fra i capelli
e sulla pelle facendomi donna,
facendomi dea di giovinezza immortale,
lì eri tu
come un veliero sospeso sopra il mare,
uno squarcio ferito di vento
che scioglieva il dolore
a ricordarmi chi ero al di fuori di me,
immersa tutta nel mondo
che copriva il silenzio.
E di ogni cosa sentii finalmente il sapore.
Ti sfiorai, vaga e indistinta
- visione intatta dell’anima -
pietra, raggio di luce e follia:
la percezione incerta
di esistere in bilico sul filo,
per amare.
Il tempo correva tra le braccia del caos,
ma non avrei sprecato
la domanda muta d’incoscienza
che sgorgava linfa dolce dalle vene,
il dubbio aperto fra le cosce,
l’errore che rinasce
in estasi fuggevoli di nulla
sul fondo del bicchiere vuoto a dissetarmi,
ancora e ancora...
Così d’un tratto mi voltai di spalle
e diventai l’esatto specchio del mio dire,
- ciò che ora più mi segna in solchi gravi,
nuda creta -
la carne, il sangue,
il senso del mio infinito
andare a occhi chiusi
come un cieco nella vita.

 
(Daniela Cattani Rusich)

26 settembre 2008

1° Mese Blog








Ehi...
stavo per dimenticarmene ma oggi cade il primo “mesiversario” del mio blog.


Beh anche se non si dice così e non si festeggia come il compleanno a me fa piacere ricordarlo.
Talvolta scrivo qualche parola e la verso nella blogosfera come un messaggio in una bottiglia lanciata al mare.



Ma lascio la parola al blog
(polvere di stelle).......

La prima cosa che un blog come me nota e' l'aumento esponenziale del numero di amici blog.

Avendo cifre sottomano, so quanti siano quelli "effettivi", e quanti siano aggiornati con regolarita'.

In ogni caso, ringrazio tutti gli utenti che si sono trattenuti a leggere ed ascoltare tutto quello pubblicato.

D'altronde la mia autrice (Paola) lo sapeva ma non voleva crederci.

Ho notato anche che sono apparsi molti visitatori senza lasciare un commento …..una frase….un saluto
(chissà perchè forse timore?....).

Mah, forse leggerò in seguito.

Di questi giorni ci sono molti blog che vivono
(guadagnando qualcosina)
eh si….sono sponsorizzati.

Io per ora non ho accettato nessuna sponsorizzazione e vivo solo di quello che l’autrice regala gratis “emozioni…..sensazioni…stati d’animo….dediche….informazioni e chissà che altro ci proporrà”.

Pochi i blog anonimi che hanno fortuna, chissà forse tra questi ci sarò anche io?
Per ora mi sento molto sferzante.





Riprendo in mano la situazione (non si sa dove va a parare il commento del blog….meglio fermarlo….hehehehe), comunque, i Grandi Blogger sono sempre li', quando intelligenti quando curiosi e quando polemici, e sono sempre piu' interessanti
(altro che…).

Ho ricevuto più visite di quante immaginavo, devo essere sincera, ho avuto dei commenti bellissimi e ringrazio di cuore tutti.

Ho avuto molte esperienze positive con esso che, ne sono certa, aiuta a conoscersi meglio e a sfogarsi, oppure semplicemente a raccontare cos’è successo per poi, fra qualche anno, rileggere tutto…..beh diciamo una sorta di diario.

Io nel mio piccolo spero di aver ricavato un posticino nella schiera dei "blogger mensili", se non altro perche' adesso ho un mese!




Grazie a tutti i blogghini che mi hanno seguita in questo primo mese di vita.

25 settembre 2008

Chi sono






Sono una goccia d’acqua che non ha colore, non ha luogo né una provenienza, nessun posto dove andare…
non ha sapore, non ha odore.
Goccia d’acqua in controluce, fabbrica artigiana di arcobaleni...

Sono una goccia d’acqua…..

L’oceano dimenticato che non ha una spiaggia per morire, porti anelanti o ponti da scavalcare.

Per te sarò soltanto un’onda….

Ipetuosa oppure assente, culla mite nella barca dei pensieri.

Un profumo salirà nell’aria ed avrà il timore ludico del cuore, il sapore nudo dietro il vento…
Goccia d’acqua come il cielo dentro gli occhi, come il vento sulla pelle…
un mare all’imbrunire!
Capace di ridere nel pianto, di piangere nel riso.
Vivere appieno le proprie emozioni.
Essere, alla luce del sole.
Come una goccia.
Questo sono.







24 settembre 2008

Dedica





Questo post è dedicato ad un amico, un collega e un leale collaboratore che da ieri non riapre gli occhi,
è dedicato a te

Riccardo





I ragazzi li vedi?

Sono tutti riuniti fuori alla porta della tua stanza e non si muovono da lì.

Non parlano, ma uno per uno entrano a turno durante tutto il giorno per starti vicino dieci minuti.

Puoi sentire quello che ti dicono?

Nessuno si aspettava una cosa del genere una disgrazia.

Ed eccoti amico mio, nel letto che stai occupando per pochissimo tempo prima di andartene da qui per sempre.

Non puoi farlo…

Se non senti le parole, le mie o di tutti gli altri, avrai almeno sentito il nostro pianto.


Chissà come mai, ti abbiamo sempre adorato.

Sappiamo che eri stanco negli ultimi mesi, che eri diventato opaco, chiuso in te stesso e distratto, triste, mi dicono che volevi lasciare tutto e andartene...

tu Riccardo?

Il nostro pilastro, la nostra fune che non si è mai spezzata e ha sempre salvato tutti, tu che non hai mai smesso di sorridere e andare contro il mondo stesso.

Troppo intelligente, troppo furbo, troppo indipendente...

Il coraggio non ti è mai mancato, anche nelle situazioni più estreme e come dimenticare quel tuo urlo di vittoria ogni volta che portavi a termine un lavoro impossibile?



Sei troppo importante per noi tutti per andartene così.

Riccardonon vogliamo poterti guardare solo attraverso la foto incastonata in una fredda lapide di marmo,

non vogliamo che sia il silenzio a risponderci quando ti chiameremo,

non vogliamo abbassare la testa e lo sguardo ogni volta che verrà pronunciato il tuo nome come adesso accade.

C'è quella frase che hai sempre ripetuto a chi ti si metteva contro : morte tua, vita mia.

Ora la tua vita è la loro, guadagnata con la tua morte.

Perché sei andato via.





RICCARDO CHE LA TUA ANIMA TROVI LA PACE



23 settembre 2008

Informazione







Ogni tanto bisogna anche essere seri, ed io oggi vi porto in un mondo vero ed attuale

“La storia delle cose”
La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate.

Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi.

Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.

Se avete 20 minuti di tempo guardate ed ascoltate questo video molto istruttivo ed esplicativo…

E’ per vostra conoscenza


Molto chiara e semplice Annie Leonard, doppiata in italiano, racconta la storia delle cose e spiega perché siamo tutti diretti contro un muro.
Pensiamoci e ognuno di noi, nel proprio piccolo, agisca e partecipi
(non soltanto per oggi)!

IL MONDO E' NELLE NOSTRE MANI.

PROTEGGIAMOLO!







22 settembre 2008

A voi
















A tutte quelle persone che sanno cosa vuol dire amare...

A tutte quelle persone che hanno smesso di vivere per regalare un qualcosina di più all'altro...

A tutte quelle persone che sperano ancora in un ritorno…

A tutte quelle persone che volenti o nolenti hanno sofferto veramente e capito che il loro posto era da un’altra parte...

A tutte quelle persone che hanno lasciato, nella vita dell'altro un pezzettino del loro cielo..!

Buongiorno!







21 settembre 2008

Fantasma









Un amore fantasma vaga dentro di me…

affollandomi la mente di tanti perché.

La bellezza non e tutto anzi non e niente,

e l'intelligenza da sola non e sufficiente!!!



Dagli amori impossibili cerco di fuggire,

una figura di ragazzo tento di definire.

Un ragazzo che lascia in me un vuoto

colmo di

"SE"...

Ma i se fanno la realtà.

L'amore fantasma è la triste verità!!!







20 settembre 2008

Denti di Leone





Nel prato di un giardino pubblico, con il limpido sole della primavera, in mezzo all'erba tenera, erano spuntate le foglie dentellate e robuste dei Denti di Leone.

Uno di questi esibì un magnifico fiore giallo, innocente, dorato e sereno come un tramonto di maggio.



Dopo un pò di tempo il fiore divenne un "soffione": una sfera leggera, ricamata dalle coroncine di piumette attaccate ai semini che se ne stavano stretti stretti al centro del soffione.

E quante congetture facevano i piccoli semi.

Quanti sogni cullava la brezza alla sera, quando i primi timidi grilli intonavano la loro serenata.

“Dove andremo a germogliare?”

“Chissà?”

“Solo il vento lo sa”.

Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento.


I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente dell'aria.

“Addio....addio”,

si salutavano i piccoli semi.

Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede.


C'era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato.

“Ma è tutta mia!”,

si disse il semino.

Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici.

Davanti alla screpolatura nel cemento c'era una panchina sbilenca e scarabocchiata.

Proprio su quella panchina si sedeva un giovane.

Era un giovane dall'aria tormentata e lo sguardo inquieto.

Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno.


Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento.
Rise amaramente:
“Non ce la farai! Sei come me!”,
e con un piede lo calpestò.
Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro.

Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella.

Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.

Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l'amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi.

Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni.

Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò:
“Ma certo! Ce la possiamo fare!”

Aveva voglia di piangere e di ridere.
Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
Le piante sentono l'amore e la bontà degli esseri umani.

Per il piccolo Dente di Leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.
Non chiedere al vento perchè ti ha portato dove sei.

Anche se sei soffocato dal cemento, lavora di radici e vivi.

Tu sei un messaggio.

Anche questa piccola storia è un seme portato dal vento.

Dove atterrerà solo il vento lo sa.









19 settembre 2008

Birmania 1









Oggi vi faccio viaggiare vi porto in una parte di mondo il
"Myanmar ex Birmania"


Il Myanmar è un paese misterioso e affascinante, mistico e contradditorio: un viaggio indimenticabile, anche se non sempre facile.


Mi sono lasciata trasportare dalle calme atmosfere dei templi al tramonto, dagli spontanei sorrisi che mi hanno accolto dovunque, da un passato che si respira anche nelle strade più caotiche.

Oltre agli sguardi sereni dei monaci esiste però un'invisibile, durissima dittatura e ci si trova di fronte ai difficili quesiti posti.


Ho avuto modo di visitare templi solitari circondati dalla foresta, i villaggi delle minoranze etniche (che vedrete nei prossimi post).

L'itinerario è stato studiato e seguito attraverso le zone più belle, già conosciute o ancora inesplorate.


In queste ultime è difficile trovare informazioni precise o alberghi di lusso, ma l'ambiente è ancora più intatto, naturalistico ed etnologico, bisogna tenere conto delle proprie capacità di adattamento e alle difficoltà organizzative e logistiche.

Frammenterò in vari post foto e descrizioni.


Ma inizio subito con la capitale Yangon ex Rangoon

Non ci sono molte cose da vedere, è soprattutto il punto di partenza per i vari itinerari.

E’ d’obbligo una visita alla Pagoda Shwedagon un tuffo nell’atmosfera profondamente religiosa del paese


E’ la più venerata perché, come dice il nome “la pagoda dai sacri capelli vivi” contiene otto capelli donati dal Buddha durante la sua vita terrena.

Buona parte della sua importanza è dovuta anche all’enorme cono dorato, visibile da tutta la città.


Continuando il giro verso la zona sud della città, al centro della caotica zona commerciale, siamo arrivati alla Pagoda Sule, circondata dalla consueta galleria di negozietti che vendono di tutto, dagli oggetti sacri alle fotocopie.



La leggenda di questa pagoda dice che questo edificio fu costruito per volere di due monaci inviati dall’India per custodire un reliquiario contenente un capello di Buddha portato con loro.

Piccola capatina nel quartiere di Chinatown e sbirciatina al mercato locale.


Bago

Villaggio di tradizionali case in legno su palafitte, circondate da giardini fioriti e negozi di artigianato, arriviamo all’immensa figura del Buddha reclinato.




Monte Popa

Considerato come l’Olimpo del Mynmar, perché dimora dei nat (spiriti), questa cima solitaria si innalzò proprio al centro di un vulcano estinto, in seguito a un terribile terremoto.

Le ceneri si tramutarono in suolo fertile dando vita a più di 50 tipi di fiori selvatici, da cui derivò il nome Popa che in sanscrito significa fiori.


Nella Sala dei nat alla base della scalinata, sono esposte le loro statue.

Ognuno con la sua storia e la sua specializzazione.





Continua.....




18 settembre 2008

Ascolto



Per favore, ascolta ciò che dico mi inganni.

Non solo dalle apparenze.

Perché sei solo una maschera,
forse mille maschere che hai paura di togliere,
anche se nessuna di esse ti rappresenta
.




Dai l’impressione di sentirti sicuro, che tutto procede a gonfie vele, dentro come fuori,
di essere la fiducia in persona, di possedere la calma come una seconda natura, di controllare la situazione e di non aver bisogno di nessuno.

Ma non ti credo.

Esteriormente puoi apparire tranquillo, ma ciò che vedo è una maschera.

Sotto, celato, c’è il tuo vero io, nella confusione, nella paura, nella solitudine.

Ma lo nascondi.

Non vuoi che nessuno lo sappia.

Sei preso dal panico al solo pensiero di esporlo.

Ecco perché hai costantemente bisogno di creare una maschera che ti nasconda, un’immagine pretenziosa che ti protegge dallo sguardo che ti capisce.

Ma tale sguardo è precisamente la tua salvezza.

La tua unica salvezza.

Ed io lo so.

Ma lo è se è seguito dall’accettazione, dall’amore.

Allora diventa l’unica cosa che può liberarti da te stesso, dal meccanismo di barriere che hai eretto; l’unica cosa che ti può rassicurare di ciò che non riesci a convincere te stesso: di valere veramente qualcosa.





Questo però non te lo dico.

Non ne ho il coraggio.






Ho paura che il tuo sguardo non sia seguito dall’accettazione, dall’amore.

Forse temo che tu possa cambiare opinione di me, che ti prenda gioco di me e che il tuo sorriso mi uccida.

Hai paura, in fondo in fondo, di non valere niente, che io mi accorga di questo e ti rigetti.

Allora continui il tuo gioco di pretese disperate con un’apparenza esteriore sicura e come un bambino tremante dentro sfoggi la tua sfilata di maschere, lasci che la tua vita diventi una finzione.

Mi racconti tutto ciò che non conta niente e niente di ciò che è veramente importante, di ciò che ti strugge dentro.

Perciò quando riconosco questa routine non mi lascio distrarre dalle tue parole: ascolto bene ciò che non dici, ciò che vorresti dire, ciò che hai bisogno di dire ma che non riesci a dire.






Non mi piace che ti nascondi, te lo confesso.



Vorresti tanto essere spontaneo, onesto e genuino ma tu devi aiutarmi.

Stendi la tua mano anche quando questa sembra sia l’ultima cosa che vuoi.

Forse posso portare alla luce la tua vitalità: ogni volta che sei gentile, attento e premuroso, ogni volta che cerchi di comprendere perché mi vuoi bene il tuo cuore palpita e rinasce.

Voglio che tu sappia quanto sei importante per me, come tu hai il potere di far emergere la persona che sono.

Solo se lo vuoi, ascoltami.

Forse posso far cadere le barriere dietro le quali ti rifugi, posso rimuovere la tua maschera, posso liberarti dalla tua prigione solitaria.

Non ignorarmi!


Non passare oltre!


Ho pazienza con te.


A volte, sembra che quanto più mi avvicini tanto più ti ribelli alla mia presenza.

E’ una cosa irrazionale ma è così: combatto ciò di cui hai bisogno…

l’essere umano è spesso fatto così!

Ma l’amore è più forte di ogni resistenza e qui sta la tua speranza…..

la tua sola speranza.

Ti aiuto a far cadere queste barriere con le mie mani sicure, ma con mani gentili perché un bambino resta molto fragile.

Chi sei tu, mi domando?

Sei qualcuno che io conosco.

Sei ogni persona che incontro.

Sei te stesso, non quello in cui sei identificato ma quello vero.





17 settembre 2008

Poesia dialettale





Questa è una poesia dialettale del '900 di Franco Loi - Spero di riuscire al meglio nella traduzione.


Aqua lessìva...

Aqua lessìva, aqua che nel tòrbed
ghe va de càndur el zìgn, 'me se livràss,
te rìet dré i mè spall e, verdesina,
la pulver sfria di zéder, olt squasi un sigà,
e l'àneda s'inbusca a la frascada
e mì, sò germanòtt, suspiri alà
tra 'l sifulà, i smerg, quel spers di occ
che la mia gura vurarìss ciamà...

Bej occ virtus, amur che la ginuinessa
te pasma ai làver 'me 'n dulur de dàss,
"varda i cujùmber, varda 'me lifrònen..."
e mì me vegn pavura de vardàt,
me vegn medan quj ciasm che, ne l'inverna,
te fan murì pe 'l troppo lusùr che g'àn.





Acqua lisciva...

Acqua lisciva sporca, acqua che nel torbido
ci va immacolato il cigno, come vi scivolasse senza ritorno,






tu scorri le mie spalle e, verdeorata,
la polvere pulviscola dei cedri, alta quasi un grido,
e l'anatra s'intrica fra i cespugli di frasche
e io, suo anatro, sospiro volare colle mie ali














tra lo zufolare, i gemiti, quello smarrimento degli occhi
che la mia gola vorrebbe chiamare...

Begli occhi virtuosi, amore che la giovinezza





ti spasima alle labbra come per il dolore di darsi,
"guarda i colombi, guarda come amoreggiano sciocchi..."


e a me viene la paura di guardarti,
mi colgono come quei mancamenti accecanti che, nell'inverno,
ti fanno morire per il troppo luccichio che riflettono.






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Lettori fissi



…E sono tua....
Come quando per gioco
mi tieni nel cerchio di fuoco,
Stringendolo lentamente
fino a rendermi meravigliosamente
tua...

E sono tua....
nell’ebbrezza dei tuoi desideri
e della tua passione....
La stessa passione che dà
un significato in più
ad ogni volta che ti dico
che ti amo...
ad ogni volta che ti dico
che ti voglio...

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